Dalla Conferenza Stato-Regioni il via libera al decreto BURDEN SHARING

Il 22 febbraio scorso è stato raggiunto l’accordo sullo schema di decreto sul burden sharing che ripartisce tra le Regioni la quota di minima di incremento dell’energia prodotta con fonti rinnovabili al 2020.

Approvato dal Consiglio dei Ministri nel novembre scorso, il decreto è previsto dal decreto legislativo n. 28/2011, attuativo della direttiva europea 2009/28/CE che ha assegnato all’Italia l’obbligo di utilizzare al 2020 il 17% di energia da rinnovabili sul totale dell’energia consumata (energia elettrica, termica e per i trasporti).
In realtà l’Italia dovrà arrivare a una produzione energetica nazionale da rinnovabili pari al 14,3%, cioè 17% meno la quota importata, a partire dall’8,2% della produzione attuale.
Per raggiungere questo obiettivo il nostro paese dovrà puntare contemporaneamente sulla riduzione dei consumi tramite l’efficientamento energetico e accelerare sulla produzione di biogas, geotermia, eolico e solare, soprattutto termodinamico.
Lo schema di decreto – che sarà emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Maredefinisce il contributo di ogni Regione al raggiungimento di questo obiettivo. La bozza dello scorso novembre prevede che Regioni come Emilia-Romagna, Marche, Puglia, Basilicata, Campania, Liguria, Sicilia e Sardegna moltiplichino per due o più la produzione da rinnovabili, mentre sarà invece richiesto molto meno a Regioni come la Valle d’Aosta e il Trentino Alto Adige che sono già molto avanti sull’utilizzo delle fonti rinnovabili.
Il decreto prevede, inoltre, controlli e sanzioni progressive quali un primo richiamo a partire dal 2014 e dal 2015 il commissariamento delle politiche energetiche per le regioni inadempienti.
Scarica qui lo schema di decreto approvato il 22 febbraio scorso

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