Il CTI presenta il rapporto 2012 sulla Certificazione energetica

Per capire nel dettaglio quali risultati ha prodotto fino ad oggi la certificazione energetica degli edifici, il CTI – Comitato Termotecnico Italiano ha da poco elaborato il “Rapporto 2012: Attuazione della Certificazione Energetica degli Edifici in Italia”. Questo documento sarà presentato durante il secondo Forum Nazionale sulla Certificazione Energetica degli Edifici durante la giornata inaugurale di MCE (Mostra Convegno Expocomfort, www.mcexpocomfort.it) in programma il prossimo 27 marzo a Milano.

Il rapporto ha lo scopo di offrire un quadro di riferimento ufficiale e dettagliato sullo stato di applicazione della certificazione energetica degli edifici a livello nazionale.
Tra gli altri aspetti, il rapporto evidenzia una serie di criticità legate all’impossibilità di disporre di dati completi e una situazione delicata sotto l’aspetto del rispetto delle normative in vigore.
Nel dettaglio, dall’analisi si evince che nelle Regioni e Province autonome in cui è stato possibile effettuare il censimento (Bolzano, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Sicilia, Trento, Valle d’Aosta e Veneto) le distribuzioni di frequenza per classe energetica degli ACE depositati presentano molte differenze.
Un tema delicato e ancora non del tutto risolto, è quello dell’autodichiarazione in classe G del proprietario dell’immobile, previsto dal par. 9 dell’allegato A del D.M. 26 giugno 2009 (http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/doc/dm_26-6-09_completo.pdf).
Nei casi in cui era consentito, l’autodichiarazione è stata preferita in larga maggioranza rispetto alla certificazione energetica (Abruzzo, Calabria, Campania, Sicilia) con la conseguenza che, negli atti di trasferimento immobiliare, acquirenti o inquilini non hanno quasi mai ricevuto indicazioni sui futuri costi di gestione energetica né informazioni su come ottimizzare il rendimento energetico dell’immobile.
Non avendo ritenuto questa scelta coerente con la Direttiva 31, la Commissione Europea ha avviato a settembre 2011 una procedura di messa in mora dello Stato italiano. L’autodichiarazione non dovrebbe quindi più essere effettuata e, al fine di rivedere la prassi, è anche in fase di realizzazione un Decreto statale.
Dal Rapporto emerge anche un altro aspetto che presenta qualche criticità e cioè le targhe energetiche installate, di cui solo la Lombardia ha comunicato l’entità (4.650). Nel rapporto, il CTI ricorda a tal proposito che il D.Lgs. 192/2005 all’art. 6 (http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/doc/dlgs_192-05.pdf)ne prevede l’obbligatorietà per gli edifici ad uso pubblico (contratti, nuovi o rinnovati, relativi alla gestione degli impianti termici o di climatizzazione degli palazzi pubblici, o nei quali un soggetto pubblico figura come committente).
L’altro aspetto significativo, come anticipato,  è che non tutte le Regioni hanno dato comunicazione del numero di ACE depositati, mancano dati su Marche, Molise e Basilicata,. Purtroppo, quindi, al momento non è possibile costruire un quadro del tutto esaustivo. Le Regioni più rigorose nell’attuazione della certificazione sono state – nell’ordine – Lombardia (710.000), Emilia Romagna (260.000), Piemonte (233.931), Liguria (66.329) e Lazio (29.700).
Uno degli aspetti più spinosi dell’argomento riguarda le attività di controllo che per il momento solo un  numero limitato di Amministrazioni ha avviato. Dalle stime, emerge un’alta percentuale di ACE con risultanze non conformi. A questo proposito, la direttiva 2010/31/UE all’art. 18 affronta chiaramente la questione disponendo che le autorità competenti, o gli organi delegati, creino a questo scopo dei sistemi di controllo indipendenti. (Fonte: Comitato Termotecnico Italiano).

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