Nuove norme per gli annunci immobiliari: l’autodichiarazione in classe G non vale più

Cambiano le norme: dal 2012 è necessario specificare l’indice di prestazione energetica, con qualche dubbio da chiarire

L’ANIT (Associazione Nazionale per l’isolamento termico e acustico) ha da poco presentato un documento in cui chiarisce alcuni dubbi riguardanti l’obbligo, valido dal 1 gennaio 2012, di indicare negli annunci di vendita di immobili la prestazione energetica dell’edificio o dell’unità immobiliare.

Uno dei dubbi riguarda la definizione stessa di “trasferimento a titolo oneroso” e in particolare se questa includa o meno anche la locazione. Il decreto che impone l’obbligo si riferisce chiaramente agli “annunci di vendita” ma parla anche di “trasferimento a titolo oneroso”, di conseguenza sono comprese nell’obbligo anche le proposte di permuta. Stesso discorso per le compravendite di quote in multiproprietà che a questo punto dovrebbero essere incluse.

Per quello che riguarda la locazione, non sono inclusi nell’obbligo gli annunci di locazione di edifici o di unità immobiliari, perché non specificatamente citati nella norma, fatto salvo per la Regione Lombardia che ha esteso l’obbligo con un’apposita delibera regionale. Questa eccezione è dovuta al fatto che in Lombardia esiste l’obbligo di compilare l’attestato di certificazione energetica per gli atti di locazione già dal luglio 2010 mentre, a livello nazionale,  il D.Lgs. 192/05 ha per il momento bloccato l’obbligo non definendo la data di entrata in vigore dell’obbligo.

Su quest’ultimo argomento l’Europa ha di recente diretto all’Italia un richiamo di infrazione ma la risposta del Ministero è stata in qualche modo prudenziale: i tecnici hanno scelto infatti di  non  gravare sulle tasche dei cittadini con un’ulteriore richiesta e, anzi, nella nuova Direttiva EPBD 2010/31/CE è indicato che l’obbligo per gli annunci di locazione per gli stati membri è fissato per il 2015.

Un altro aspetto da chiarire è quello legato a quale sia l’indice di prestazione energetica da dichiarare. Il D.Lgs. 28/11 contiene indicazioni riguardanti solo l’indice di prestazione energetica e non chiarisce se questo debba essere globale o parziale, riferito cioè ad uno specifico uso energetico. Ma leggendo attentamente le definizioni dell’allegato A del D. Lgs. 192/05, si nota che la definizione parla di indice di prestazione energetica EP come “il consumo di energia primaria totale riferito all’unità di superficie utile o di volume lordo, espresso rispettivamente in KWh/mq anno o KWh/mc anno”. Quindi si intende il fabbisogno di energia per uso energetico di riscaldamento e di acqua calda sanitaria distribuito o sull’area netta calpestabile, in caso di edifici o singole unità immobiliari residenziali, o sul volume lordo riscaldato in caso di edifici con altra destinazione d’uso (non esistendo ancora le norme tecniche per calcolarli, mancano ancora i contributi in questo senso per la climatizzazione estiva e l’illuminazione).

Di conseguenza l’indice da specificare negli annunci è quello globale, senza necessità di indicare la classe energetica. Solamente in Lombardia è richiesto l’indice di prestazione energetica del solo riscaldamento e la relativa classe energetica.

L’obbligo di specificare l’indice di prestazione energetica e non la classe presenta degli aspetti favorevoli e altri meno: se da una parte infatti appare di più difficile comprensione per i cittadini, dall’altra fornisce un’indicazione immediata dei consumi previsti per quegli immobili ed evita altresì che si facciano confronti tra classi energetiche che non possono essere paragonate, considerate le differenze di classificazione degli edifici presenti tra le varie regioni.

 

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