L’Europa: rilanciare l’economia attraverso l’edilizia a basso consumo

Dare slancio a economia e lavoro attraverso finanziamenti agevolati per l’efficientamento energetico

Un piano per il rilancio dell’economia dell’Eurozona, per la riduzione delle emissioni di CO2 e per la creazione di nuovi posti di lavoro: queste le idee alla base di un progetto, allo studio della Commissione Europea, da raggiungere anche attraverso la riqualificazione energetica degli edifici.

Il progetto al momento si compone di un decalogo, presentato dal vicepresidente Antonio Tajani, che contiene indicazioni sulle azioni utili alla crescita e alla ripresa. Uno dei punti del decalogo prevede un piano che favorisca la riconversione dell’edilizia verso una maggiore efficienza energetica, attraverso finanziamenti a tassi agevolati.

Secondo il piano, entro il 2020 tutti gli edifici privati dovranno essere a basso impatto, dovranno cioè consumare meno energia e produrre meno inquinamento ambientale. Sul fronte degli edifici pubblici , il raggiungimento dell’obiettivo è anticipato al 2019.

Tajani assicura che l’Europa è decisa a velocizzare il raggiungimento di quest’obiettivo, ritenuto di importanza cruciale: investire nel risparmio energetico significa infatti non solo ridurre sensibilmente la spesa per gli approvvigionamenti di energia, ma anche creare nuovi posti di lavoro se si punta sulle fonti alternative e sulle energie rinnovabili.

L’obiettivo del piano è creare condizioni favorevoli alla ristrutturazione e alla costruzione di immobili a risparmio energetico. I finanziamenti per questo piano arriverebbero dalla Banca Europea degli Investimenti, in aggiunta a fondi Regionali e con prestiti agevolati delle banche. “Per far ripartire la crescita attraverso la riqualificazione edilizia – spiega Tajani -, è necessario creare nuova domanda senza indebitarsi”. I finanziamenti utili alla riqualificazione degli immobili dovranno quindi essere assicurati solo a fronte di un investimento che punti al risparmio energetico.

L’Europa sta anche valutando una proposta che riguarda le infrastrutture: puntare all’utilizzo dei project bond per il finanziamento delle grandi reti di trasporto trans europee. Questi avrebbero un impatto di 10 miliardi di euro sul bilancio (che si aggiungono ai 40 miliardi di euro per le opere pubbliche).

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