Risparmio energetico: il Lazio istituisce un protocollo volontario sugli immobili

Per riqualificare il patrimonio immobiliare pubblico e privato il Lazio sceglie la strada della certificazione di sostenibilità ambientale su base volontaria.  

Venerdì 23 marzo è stato approvato il regolamento che fissa il funzionamento del sistema e attua la legge sulla bioedilizia. Entro l’estate il meccanismo dovrebbe essere operativo.

Saranno predisposti due elenchi di professionisti abilitati gestiti dalla Regione (settore edilizia residenziale pubblica): uno conterrà i tecnici abilitati al rilascio dell’attestato di certificazione energetica, mentre quello dei certificatori di sostenibilità sarà accessibile solo a chi è in grado di progettare (quindi ingegneri e architetti con l’abilitazione e geometri, nel caso dei piccoli impianti). L’iscrizione agli albi sarà totalmente gratuita.

Per quello ambientale la formazione è solo consigliata. La targa ambientale, che i cittadini potranno richiedere volontariamente, comprenderà (così come già succede in altre regioni che hanno scelto la strada del Lazio) anche l’Ace. Nel certificato di sostenibilità ambientale, per valutare l’efficienza e l’ecocompatibilità dell’immobile, saranno considerati parametri che ricalcano lo schema del protocollo Itaca (adottato dal Lazio nel 2010). Inoltre il certificato di sostenibilità sarà obbligatorio per gli interventi su immobili regionali e per chi, nel costruire, usufruirà di incentivi o agevolazioni, anche sotto forma di sconti sugli oneri di urbanizzazione o di aumenti di volumetria. La Regione creerà un catasto di edifici certificati, che già oggi è in parte operativo per gli Ace.

Infine, solo in Lazio, ci sarà la possibilità di riconoscere come validi anche certificati ambientali rilasciati da altri organismi (è il caso di Leed, dell’attestato Icmq o di Casaclima) a condizione che i criteri impiegati corrispondano a quelli del protocollo sintetico del Lazio.

Per quello che riguarda i controlli, questi saranno a carico dei Comuni durante la fase realizzativa, sugli Ace e Csa i controlli saranno a campione (sul 5%) e nell’ 1% dei casi sarà verificata l’intera attività certificatoria.

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