È legge il decreto sulla semplificazione fiscale

Con 228 voti favorevoli, 29 contrari e due astensioni il Senato ha approvato definitivamente il ddl, sul quale era stata posta la fiducia del Governo, che introduce modifiche alla disciplina dell’Imu.

L’imposta municipale unica sulla prima si potrà pagare in due o tre rate, a scelta del contribuente. Se si deciderà per le due rate, la prima (con scadenza il 18 giugno) corrisponderà al 50% dell’imposta e sarà calcolata secondo l’aliquota base al 4 per mille (tenendo conto delle detrazioni previste).
Qualora il contribuente scegliesse il pagamento in tre rate, alla scadenza del 18 giugno dovrà corrispondere il 33% dell’imposta alla quale si somma la seconda tranche di pari importo (entro il 17 settembre).

In entrambi i casi il conguaglio, su cui si scaricheranno gli eventuali aumenti delle aliquote deliberati dai Comuni, è previsto a dicembre.

Per quanto riguarda i fabbricati di interesse storico artistico e gli immobili dichiarati inagibili o inabitabili e inutilizzati la base imponibile dell’imposta è ridotta del 50%. È anche prevista l’esenzione per i fabbricati rurali nei territori montani.

Cambia inoltre la base imponibile dell’imposta di scopo, che dovrà adeguarsi all’Imu. L’imposta, che dal 2007 poteva essere istituita dai Comuni per contribuire al finanziamento di specifiche opere pubbliche, si applicava sulla base della disciplina dell’ICI con un’aliquota massima dello 0,5 per mille e per un periodo massimo di 5 anni.

Per la definizione completa del sistema di imposizione sugli immobili bisognerà attendere la riforma del Catasto ma la nuova impostazione della norma sulla semplificazione fiscale ha già riscosso giudizi positivi e qualche critica. Secondo l’Idv, ad esempio, il nuovo sistema penalizza la locazione perché non sono previste agevolazioni per chi applica i canoni concordati. Il Pd sostiene invece che il Governo ha sopravvalutato il gettito Imu relativo alla prima casa, che a suo parere apporterà un miliardo in meno di gettito rispetto all’Ici. Si potrebbe inoltre assistere a una sperequazione tra città e periferie, che dovrebbe essere risolta con la riforma del Catasto predisposta dalla delega fiscale.

 

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