Ennesimo rinvio per il Decreto Sviluppo: stop (momentaneo) a incentivi e bonus per edilizia

E’ stato rinviato al prossimo Consiglio dei Ministri la discussione del Decreto Legislativo presentato dal Ministero delle Infrastrutture che prevedeva, fra le altre cose,  l‘innalzamento degli incentivi sulle ristrutturazioni con bonus Irpef del 50% e un uguale sconto per gli interventi destinati al risparmio energetico.

Il riesame del Decreto Sviluppo verrà rimandato forse già la prossima settimana. Fiducioso il ministro Corrado Passera che ha dichiarato di voler proseguire il cammino delle riforme.

Secondo le notizie trapelate una delle cause principali dell’accaduto sarebbe un vero e proprio braccio di ferro con la Ragioneria di Stato per far approvare la copertura di alcune norme, nello specifico proprio quelle relative all’edilizia, per un totale che si aggirerebbe fra i 100 e 120 milioni di euro.
Un iter legis molto complesso e non ancora concluso per questo decreto che  è iniziato il 18 aprile e che ha visto molte modifiche in corso d’opera.

Ecco (via Edilizia&Territorio – Il Sole 24 Ore) quali sono i punti principali previste dalla bozza di provvedimento:

Bonus ristrutturazioni. La detrazione Irpef sul recupero delle abitazioni sale dal 36% al 50%. Confermato anche l’innalzamento del tetto massimo di spesa agevolabile da 48mila a 96mila euro. L’effetto però è limitato nel tempo fino al 30 giugno 2013.

Incentivi 55%. Prorogati di altri sei mesi anche gli incentivi per la riqualificazione energetica: la percentuale di sconto fiscale scende dal 55% al 50 per cento.

Project bond. Gli interessi avranno lo stesso regime fiscale dei titoli di stato. Per tutte le operazioni sulle garanzie (comprese surroghe, postergazioni, frazionamenti e cancellazioni anche parziali) le imposte di registro, ipotecarie e catastali sono pagate in misura fissa. Le obbligazioni potranno essere emesse anche ai fini del rifinanziamento del debito precedentemente contratto per la realizzazione dell’infrastruttura o delle opere connesse al servizio di pubblica utilità.

Affidamenti a terzi nelle concessioni. La quota minima di lavori che i concessionari dovranno affidare a terzi sale dal 50 al 60 per cento.

Defiscalizzazione infrastrutture. Confermato l’impianto previsto dalle precedenti bozza. Salta però la possibilità di detrazione Iva corrisposta per la realizzazione di opere in partenariato pubblico provato superiore a 500 milioni.

Incarichi progettazione. Confermato il ritorno alle tariffe minime per il calcolo dei corrispettivi per le attività di progettazione oggetto di gara, fino all’emanazione del decreto del ministero della Giustizia con i parametri da utilizzare per determinare i compensi in sede giudiziaria.

Imprese e invenduto. Confermata l’esenzione Iva sugli immobili invenduti per più di cinque anni. C’è anche l’esenzione del pagamento Imu per gli immobili rimasti in magazzino.

Piano città. Confermato anche il Piano città per la realizzazione di interventi di riqualificazione de aree urbane degradate attraverso un «contratto di valorizzazione urbana». Per la selezione dei progetti sarà istituita una cabina di regia. La dotazione finanziaria è però solo di 224 milioni di euro, rispettoai due miliardi di euro di cui aveva parlato il vice-Ministro Ciaccia nei giorni scorsi.

Edilizia privata, semplificazioni. Piccole ulteriori semplificazioni in materia di titoli abilitativi. Le autocertificazioni già previste all’articolo 19 della legge 241/1990 per la Scia (sostitutive di pareri di enti o organi, previsti dalle leggi) si estendono anche a quanto previsto da norme regolamentari e anche per “atti”, non solo pareri. E poi questo principio viene esteso anche alla Dia, integrando l’articolo 23 del Testo unico edilizia.

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