Professionisti: nessuna traccia dell’Albo Unico e altre nuove regole nella Riforma delle Professioni

Se ne continua a parlare ma di fatto ancora nulla di concreto per quanto riguarda il progetto di albo unico delle professioni, nonostante venerdì scorso il Governo abbia presentato, assieme al Decreto Sviluppo, anche anche lo schema del DPR di Riforma delle Professioni che darà attuazione ai principi dettati dall’articolo 3, comma 5, del Decreto Legge n. 138 del 2011 in materia di professioni regolamentate ma che non approfondisce il tema dell’accorpamento in un unico albo professionale che invece era previsto da un emendamento del Decreto Liberalizzazioni dello scorso marzo (legge 27/2012 del 24 marzo 2012) e che doveva essere applicata entro agosto.
Fonti vicine al ministro Paola Severino sostengono che l’argomento non sia stato approfondito perché «non si prestava ad un recepimento all’interno del testo perché non compreso tra i punti espressi nella delega» e i principi di riduzione e accorpamento su base volontaria s in un unico albo sono stati inseriti solo nella premessa del testo senza essere ripresi successivamente.

Alcune novità sono comunque state introdotte per quanto riguarda i professionisti in merito a tirocini, formazione continua, assicurazione rischi, separazione delle funzioni e pubblicità informativa.

La formazione continua permanente diventa obbligatoria e se così non fosse il professionista potrà essere sanzionato con provvedimenti disciplinari.
Inoltre sarà compito degli Ordini trattare le convenzioni con le Università e assicurare che i periodi di tirocinio comprendano l’obbligo della formazione e che durino almeno 18 mesi, ma con la possibilità di svolgere 6 mesi di praticantato durante l’ultimo anno di università.

Per le assicurazioni il professionista è obbligato all‘assicurazione per i danni derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, comprese le attività di custodia di documenti e valori ricevuti dal cliente ed è introdotta la separazione delle funzioni: quelle disciplinari dovranno essere svolte da appositi organismi diversi da quelli con compiti amministrativi.
Il professionista potrà svolgere azioni di pubblicità informativa relativa all’esercizio della professione è consentita con ogni mezzo (come già previsto dal Dl Liberalizzazioni) e può anche avere ad oggetto, oltre all’attività professionale esercitata, i titoli e le specializzazioni del professionista,l’organizzazione dello studio ed i compensi praticati.

Nell’ambito delle gare d’appalto il Decreto appena approvato dal Consiglio dei Ministri ripristina il ricorso alle vecchie tariffe professionali in attesa che si emani il nuovo decreto ministeriale contente i parametri da rispettare per la liquidazione dei compensi giudiziali.

Più informazioni su

Edinet - Realizzazione Siti Internet