Dal 2014 il Brevetto Unico Europeo

Ci sono voluti quasi 40 anni , ma alla fine il Consiglio Europeo ha raggiunto un accordo per la definizione del Brevetto Unico Europeo che entrerà in vigore all’inizio del 2014.
Sede centrale del Tribunale dei Brevetti sarà  Parigi; a Londra verranno invece sottoposti i casi relativi alle scienze, alla chimica e alle attività umane, mentre gli uffici amministrativi avranno sede nella città di Monaco di Baviera, dove verranno giudicati anche i brevetti nell’ambito dell’ingegneria avanzata e dell’efficienza delle risorse.

Un risultato importante che va a sostituire un sistema piuttosto macchinoso. Fino ad oggi, infatti, la tutela comunitaria sui brevetti era assicurata o dai singoli Stati membri o dall’UEB, l’Ufficio Europeo dei Brevetti; in questo caso però il brevetto doveva essere poi riconosciuto dagli uffici dei singoli Stati, quindi tradotto e sottoposto ai differenti step burocratici.

Con l’applicazione del Brevetto Unico Europeo il certificato rilasciato sarà automaticamente applicabile nei Paesi UE senza ulteriori convalide. Il tutto per un costo di all’incirca 860€, che include anche un servizio di traduzione certificato e giuridicamente sicuro.

Il brevetto, che si chiamerà European Patent, sarà disponibile nelle tre lingue operative dell’Unione: inglese, francese e tedesco. Bocciata quinti la proposta di un certificato in cinque lingue che includesse anche italiano e spagnolo. Questo il motivo principale per cui l’Italia non ha aderito alla convenzione e ha depositato, assieme alla Spagna, un ricorso alla Corte di Giustizia.
Paradossalmente la mancata firma dell’Italia non impedisce che le aziende italiane potranno aderire al progetto e chiedere la registrazione al Brevetto Unico: otterranno con un solo atto protezione in tutti i 25 paesi, ma dovranno pagare di nuovo per ottenere la registrazione in Italia e/o Spagna.

L’approvazione di un  Brevetto Unico Europeo arriva in un momento cruciale: creando condizioni più propizie all’innovazione, elemento essenziale per una crescita economica sostenibile,  permetterà di attirare investitori e ricercatori e rafforzare il mercato unico.

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