Il Consiglio di Stato critica la Riforma delle Professioni

Abbiamo già parlato dei punti principali dello schema della  Riforma delle Professioni presentata dal Governo a fine giugno.
Ora arriva il parere del Consiglio di Stato, l’organo consultivo del Governo, che è sì favorevole, ma non mancano critiche ed osservazioni.

I pareri dei giudici, racchiusi nel Documento n. 3169 del 10 luglio 2012, hanno evidenziato i punti più critici della riforma, in particolare per quanto riguarda la definizione di professione regolamentata, il tirocinio per l’accesso alla professioni, l’obbligo della formazione continua, le nuove regole sul sistema disciplinare.

Definizione di professione regolamentata

La definizione di professione regolamentata e di professionista è “eccessivamente ampia”. Il concetto, generico, di professione regolamentata non può estendersi ai soggetti iscritti in albi registri o elenchi tenuti da amministrazioni o enti pubblici e bisogna, inoltre, definire meglio l’espressione “professione regolamentata”, escludendo le attività minori dagli obblighi tipici delle professioni.

Accesso

Il Consiglio ritiene che vada reso più chiaro il divieto di limitazioni all’accesso alla professione,

Pubblicità

Per quello che riguarda la pubblicità informativa relativa alle attività professioni, si suggerische di usare esclusivamente la formula “pubblicità informativa” e non quella “informazioni pubblicitarie”. Inoltre, andrebbe cancellato l’inciso che ne limita la portata a comunicazioni “funzionali all’oggetto”.

Assicurazione

Sull’importante tema dell’assicurazione professionale si deve tornare alla norma primaria che prevede la possibilità da parte dei Consigli nazionali e degli enti previdenziali di categoria di negoziare le condizioni generali delle polizze assicurative.

Tirocinio

Il ministero della Giustizia prima ha ridotto da tre anni a 18 mesi la sua durata, poi ha stabilito la durata massima di 18 mesi del tirocinio. Il Consiglio di Stato accoglie il limite massimo in 18 mesi, ma si sofferma sull’obbligatorietà del tirocinio per tutte le professioni prevista dallo schema di regolamento.
Il limite di tre tirocinanti contemporaneamente, salvo deroghe, è bocciato: secondo il Consiglio la soglia massima non è giustificata e la possibilità di deroga, se non regolamentata in modo adeguato, rischia di generare disparità. Va poi valutata l’eventuale incompatibilità del limite di 6 mesi per il tirocinio all’estero con l’attuale quadro normativo comunitario.

Inoltre, la regola per cui l’interruzione della pratica per oltre 6 mesi azzera tutto il tirocinio non è proporzionata ed è troppo gravosa. La disposizione, quindi, andrebbe eliminata o comunque andrebbe previsto un periodo di interruzione più ampio.

Corsi di formazione

Secondo il Consiglio di Stato l’obbligatorietà dei corsi di formazione durante il tirocinio irrigidirebbe  notevolmente lo svolgimento dello stesso. Dunque, la frequenza a tali corsi dovrebbe essere facoltativa.
Per la formazione continua invece la gestione dovrebbe rimanere in mano a ordini e collegi e non di competenza ministeriale.

Sistema disciplinare

Non è condivisa la scelta di escludere dagli organi disciplinari terzi rispetto agli iscritti agli ordini e quella di affidare le funzioni disciplinari a persone che sono state valutate in modo negativo dagli iscritti.

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