SCIA: rimangono i vincoli di autotutela per i Comuni

Il parere della Corte Costituzionale pone fine alle discussioni in merito alla SCIA, la Segnalazione Certificata di Inizio Attività.

A inizio luglio la Corte aveva legittimato la disciplina della SCIA anche nel settore edilizio, alla luce delle esigenze di semplificazione amministrativa, poiché la SCIA altro non è che il documento necessario per l’inizio di una pratica e che consente al privato di dare immediato inizio all’attività. Un provvedimento che però aveva scatenato il malcontento di alcune Pubbliche Amministrazioni che avevano fatto ricorso temendo che la modifica potesse interferire con competenze specifiche ed esclusive delle Regioni.

Ora con la sentenza n. 188/2012 arriva nuovo pronunciamento in materia: i giudici della Corte hanno dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Regione Emilia-Romagna, regione capofila delle potreste, e hanno rassicurato i Comuni sulla persistenza del loro potere di tutela degli interessi pubblici in materia edilizia, nei casi in cui l’intervento del privato è effettuato con la Scia.

Secondo la Corte costituzionale infatti l’introduzione della disciplina della SCIA in cantieri pubblici «non esclude il ricorso, da parte dell’amministrazione, al potere di autotutela previsto dalla legge: il suo significato, infatti, non può essere compreso se la norma non viene inserita nel più ampio contesto costituito dalla configurazione normativa dei poteri amministrativi di repressione dell’abuso edilizio con cui il legislatore ha inteso accompagnare e completare la riforma dei titoli abilitativi all’edificazione, culminata con l’introduzione della segnalazione certificata di inizio attività.»

E la sentenza aggiunge che “l’introduzione, di un ulteriore potere di intervento pubblico, riflette la scelta del legislatore non già di depotenziare irragionevolmente la potestà amministrativa rispetto alla SCIA, ma quella, opposta, di assicurare una protezione ulteriore a taluni preminenti beni giuridici, per i quali si è reputata insoddisfacente la sola via dell’autotutela decisoria»

Dunque, conclude la Corte costituzionale, “è da escludere che la norma impugnata abbia l’effetto di privare, nella materia edilizia, l’amministrazione del potere di autotutela, che, viceversa, persiste».

Questa sentenza della Consulta arriva a poca distanza da un altro pronunciamento della Corte che chiarisce l’equivalenza della disciplina della Scia a quella della Dia (Denuncia di inizio attività), sempre per far fronte alla semplificazione burocratica.

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