Il modello Smart City per il nuovo facility management urbano

Ottimo riscontro ottenuto da EXITone al convegno di ieri “L’Aquila: un’altra luce per la ricostruzione” per l’intervento presentato dalla  nostra Divisione di Ingegneria Energetica  e intitolato “Dal risparmio alla valorizzazione integrata del territorio: l’opportunità della Convenzione Consip Luce”.

Al convegno abbiamo presentato delle proposte di sviluppo di operazioni di Facility Management Urbano prendendo spunto dall’attivazione della Convenzione Consip ‘Servizio Luce 2’ che ha visto EXITone, in RTI con Citelum e Siram operativa in prima persona per l’analisi tecnica e dei consumi dei punti luce del territorio abruzzese.

Una gestione dell’illuminazione pubblica votata all’efficientamento energetico rappresenta infatti il primo passo per raggiungere il modello Smart City, costituito da un mix di interventi tecnici e procedurali che coinvolgono il maggior numero di aspetti del processo procedurale urbano.
Un insieme, dunque, di soluzioni di progettazione urbana che possa incidere sugli aspetti strutturali del territorio.

Da tempo si parla di Smart City e anche l’Unione Europea ha stanziato oltre 40 milioni di euro per la realizzazione di questi interventi. Ora è arrivato il momento di passare dagli slogan ai progetti, in particolare per realtà come quella dell’Aquila che unisce alle necessità di riqualificazione quella di ricostruzione. E’ infatti ormai chiaro che non si può parlare di ricostruzione  utilizzando vecchi modelli, ma è necessario puntare a soluzioni il cui comun denominatore è lo spazio pubblico e il suo utente, cioè il cittadino.

Il capoluogo abruzzese ha infatti firmato con altre città europee (Lorca, in Spagna, vittima di un terremoto nel maggio scorso, e Mostar, in Bosnia, divenuta tristemente simbolo della guerra di Jugoslavia)  un patto di amicizia volto a condividere un programma di ricostruzione basato su modelli ecocompatibili all’insegna del risparmio energetico, della mobilità sostenibile e della sicurezza.

Lo studio di EXITone presentato al convegno si inserisce proprio in quest’ottica: tenendo conto che non esistono modelli unici da imporre su tutte le realtà, ma che al contrario sono necessari studi specifici sul territorio – perché senza conoscenza delle risorse non ci può essere valorizzazione delle stesse – , è importante sviluppare attività che partendo da micro-interventi sugli spazi pubblici arrivino a ‘ri-disegnare’ il contesto di riferimento.

L’illuminazione pubblica è un punto importante di partenza. Innanzitutto perché ha un peso non da poco sui costi derivanti dai consumi energetici, ed è dunque necessario partire dalla sostituzione della apparecchiature, sostituendo le più obsolete ed energivore. Inoltre è opportuno pensare ad un nuovo modello di illuminazione pubblica, integrato a rete e multifunzionale; in sintesi un’illuminazione pubblica ‘smart’.

In quest’ottica,  il sistema di illuminazione pubblica può diventare la struttura portante di un sistema integrato di sensori e di sistemi di comunicazione per gestire reti urbane collegate a servizi energetici pubblici.

Per vedere la presentazione esposta al convegno ‘L’Aquila: un’altra luce per la ricostruzione’  clicca sulla nostra pagina ufficiale su ISSUU.com 

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