Social Housing: meno vincoli per gli investimenti

Il Governo, su proposta del ministero delle Infrastrutture, ha firmato il decreto che elimina il tetto del 40% del capitale per gli investimenti del Fondo Investimenti per l’Abitare (FIA), in capo alla Cassa Deposito e Prestiti e creato per  incrementare sul territorio italiano l’offerta di alloggi sociali per la locazione a canone calmierato e la vendita a prezzi convenzionati, a supporto ed integrazione delle politiche di settore dello Stato e degli enti locali.

Il limite del 40% era stato imposto nel maggio del 2009 dal precedente governo Berlusconi in contemporanea con il lancio del Piano Edilizia per incentivare il coinvolgimento di investitori privati nei fondi locali di social housing.

Un’iniziativa che però non ha ottenuto gli effetti sperati: il Fondo, istituito nel 2009 e gestito dalla Cassa Depositi e Prestiti, aveva messo a disposizione oltre due miliardi di euro da investire nel settore dell’edilizia privata sociale, ma a conti fatti solo 478 milioni sono stati impiegati e, di fatto 1,5 miliardi sono ancora disponibili nelle casse del Fondo.

La cancellazione del tetto del 40%, prevista dal decreto firmato da Monti, punta a superare le attuali difficoltà di investitori privati nei fondi locali di housing sociale, mantenendo comunque l’obiettivo di coinvolgere i capitali privati. La relazione al Decreto sottolinea che il vincolo del 40%, nell’attuale periodo di rallentamento economico e di contrazione delle disponibilità di investimento “rischia di pregiudicare l’operatività del fondo nazionale e di conseguenza dell’intero sistema integrato di fondi, impedendo l’avvio di iniziative che non riescono a reperire il restante capitale di rischio nella misura del 60%”.

Secondo gli obiettivi del Ministero delle Infrastrutture e della Presidenza del Consiglio dei Ministri questo passaggio servirà per rafforzare il ‘Piano Città’: il Fondo Investimenti per l’Abitare forma parte infatti, assieme alla Cassa Depositi e Prestiti, della Cabina di Regia che coordinerà le operazioni del Piano Città, selezionando i progetti presentati dai Comuni a cui verranno assegnati i 224 milioni di euro di finanziamenti statali per opere di riqualificazione urbana.

Lo scopo è quello di sbloccare definitivamente i fondi fermi nella CDP, impiegarli in modo remunerativo e poter così dunque iniziare la valutazione dei progetti proposti dai singoli Comuni.

Le regole per il rinnovato Piano Città verranno presentate in via ufficiale fra il 5 e il 10 agosto, quindi i Comuni potranno presentare i progetti alla Cabina di Regia fino al 25 settembre.

 

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