La nuova casa? Piccola e multifunzionale

Con i prezzi del mercato immobiliare in continua crescita almeno fino al 2013 e un crollo di circa del 19% delle compravendite, mutano sensibilmente le esigenze domestiche degli italiani.

Secondo un’indagine del Censis infatti è sempre più diffusa in Italia la tendenza di un uso diversificato dell’ambiente domestico, grazie anche allo sviluppo delle nuove tecnologie che rendono le nostre case sempre più multiuso.

Dall’analisi emerge che oggi “Abbiamo case più piccole per famiglie più piccole che fanno però – dichiara Giuseppe Romano del Censis – molte attività diverse. Per i progettisti e le imprese di costruzione la sfida è pensare nuove tipologie residenziali”.

Lo spazio domestico più utilizzato è il soggiorno, luogo preferito per : guardare la tv (52,7%), leggere libri e giornali (35,1%) e navigare in Internet (27,8%). Insomma diventa uno spazio propriamente living, come nell’accezione anglosassone di living room.

La ‘supremazia’ del soggiorno rispetto ad altri ambienti deriva anche dal cambiamento della struttura sociale e della tipologia delle abitazioni: negli ultimi anni si è verificata la progressiva riduzione della dimensione delle coppie con figli (-4,8% fra il 2000 e il 2010) e il boom del numero di persone che vivono da sole (+38,9%) e delle coppie senza figli (+20,2%).
Di conseguenza si tende sempre di più ad utilizzare un solo spazio e ad acquistare unità immobiliari dalla superficie contenuta. Una cifra esemplificativa è data dall’aumento delle vendite di monolocali che raggiungono quota 35%.
Insomma, se la famiglia e la casa si rimpiccioliscono, l’ambiente di vita domestico tende a coincidere con il soggiorno.

A far cambiare aspetto agli spazi domestici ha contribuito anche il progresso tecnologico che ha contribuito alla creazione di spazi in cui privato e professionale coincidono.
Fra le richieste tecnologiche più richieste quelle legate al risparmio energetico (51,8%), spinte anche dagli incentivi e a dimostrazione come questo tema sia sempre più attuale.

Questo quindi lo scenario che si presenta a progettisti, arredatori e tutte quelle figure professionali che operano sul patrimonio immobiliare residenziale esistente; uno scenario non più basato sulle divisioni funzionali in zona giorno e zona notte, ma come total body utilizzabile 24 ore su 24 e tecnologicamente avanzato e attento al risparmio energetico.

Quale la sfida allora per il settore?

Una delle possibili risposte è, in parte, contenuta in questa analisi del Censis: data la contrazione delle compravendite è necessario intervenire sul patrimonio esistente, puntando sulla cosiddetta “gestione del bene” tenendo conto delle richieste dell’utente finale.

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