Non c’è rigenerazione urbana senza efficienza energetica

Vi proponiamo un’interessante articolo di Casa&Clima.com che tratta un tema molto caro a EXITone, quello della riqualificazione dell’assetto urbano attraverso l’efficienza energetica. Come riassume correttamente il titolo: non c’è rigenerazione urbana senza efficienza energetica.

L’efficientamento energetico urbano è uno dei settori su cui è operativa la nostra area di Engineering&Consulting Energetico che ha all’attivo importanti operazioni di global advisory tecnica, amministrativa, economico – finanziaria e commerciale per la realizzazione e la gestione di sistemi energetici sostenibili.

Pianificazione urbana, equità e prosperità, produttività delle città, mobilità urbana, energia e sostenibilità ambientale: questi i temi della sesta edizione del World Urban Forum, la più importante conferenza a livello mondiale sulle questioni urbane, che quest’anno si svolge a Napoli dal 1 al 7 settembre.
L’obiettivo della conferenza è monitorare il problema della rapida urbanizzazione delle città e dell’impatto sulle comunità e sulle economie.

A Napoli capi di stato, rappresentanti di governi, esperti, organizzazioni della società civile, università, imprenditori e migliaia di delegati da oltre 160 paesi si stanno conforntando sul tema “Il Futuro urbano”.

«Dobbiamo riportare lo sviluppo urbano al centro dell’agenda, città e aree metropolitane hanno il ruolo di centri di innovazione e sviluppo e possono generare maggiori opportunità di sviluppo», ha dichiarato il ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi.

Efficienza energetica, l’Italia è in ritardo

Nell’ambito del World Urban Forum la Fondazione Annali dell’Architettura e delle Città ha organizzato un incontro nel corso del quale si è lanciato l’allarme sul ritardo dell’Italia sul fronte dell’efficienza energetica nell’edilizia. «Non ci sarà rigenerazione urbana – è stato sottolineato – se non si punta sull’efficientamento energetico e, in questo percorso, l’Italia e il Sud in particolare sono molto indietro rispetto ad altri Paesi europei e mondiali.” La linea di confine è tracciata dalla direttiva europea che prevede che i nuovi edifici siano dal 2020 “a energia zero”».

Servono sanzioni e incentivi

Il preside della facoltà di Ingegneria dell’Università del Sannio, Filippo De Rossi, ha osservato che “purtroppo le norme nazionali non procedono di pari passo con quelle europee e non ottengono gli effetti sperati, la norma sul consumo energetico esiste infatti dal 1991. Servono sanzioni per le irregolarità sulle nuove costruzioni e bisogna prevedere incentivi per tutto ciò che non è considerato obbligatorio dalle normative, come gli interventi sugli edifici esistenti”.

Rafforzare le sinergie con gli atenei italiani

Parallelamente occorre non perdere altro tempo e puntare sulle eccellenze e sui giovani, “rafforzando le sinergie con gli atenei italiani”, come suggerisce il preside della facoltà di architettura dell’Università Federico II di Napoli, Claudio Claudi de Saint Mihiel, sfruttando idee e progetti che sono già allo studio e che sono fruibili anche attraverso la Rete.

 

 

 

 

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