In Italia evitata la bolla immobiliare, ma per la ripresa bisogna puntare alla valorizzazione del costruito

Secondo i dati di settembre dell’analisi condotta dall’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) il mercato residenziale italiano non rischia l’effetto ‘bolla immobiliare’ che ha invece portato al tracollo interni sistemi economici nazionali, in primis quello spagnolo.

Sono le dinamiche demografiche italiane che hanno evitato la diminuzione progressiva dei prezzi delle abitazioni: la crescita della popolazione, e in particolare dei nuclei familiari, ha infatti mantenuto elevata la domanda potenziale di nuovi immobili e, quindi, anche i prezzi del mercato residenziale non sono scesi, evitando così l’effetto ‘svendita’ e l’inizio di un circolo vizioso che poteva coinvolgere l’intero sistema.

La domanda di nuove case però resta potenziale  e, come dimostra il calo di produzioni di nuove abitazioni, non riesce a tradursi in domanda effettiva.
Le famiglie italiane, principale bacino d’utenza del residenziale, sono stati infatti vittima del cosiddetto ‘credit crunch’, cioè un calo significativo dell’offerta di credito al termine di un prolungato periodo espansivo, rendendo più difficoltoso l’accesso al credito necessario per l’acquisto di una nuova abitazione.

Se da un lato il mercato delle nuove case resta in una fase di stallo fra bisogno potenziale ed effettivo, dall’altro il  patrimonio costruito rappresenta ancora un investimento sicuro. La ricchezza delle famiglie è costituita per oltre due terzi da attività reali, cioè  beni materiali di investimento e beni di consumo durevoli, con  la quota abitazioni che ne include l’80%. Di conseguenza, la stabilità delle quotazioni immobiliari permette alla famiglie proprietarie di mantenere intatto il valore dell’immobile.

E’ necessario però sottolineare che da un punto di vista qualitativo il patrimonio immobiliare italiano è un patrimonio ‘vecchio’ e che ha bisogno di una serie di investimenti concreti che puntino ad una vera valorizzazione del costruito.

La riqualificazione del patrimonio immobiliare è attualmente una priorità che garantisce ai cittadini la qualità e la sicurezza dell’abitare e rappresenta per i piccolo-medi proprietari e gestori immobiliari una reale soluzione per una efficace gestione dei propri beni.

In un momento come quello attuale, di certo non caratterizzato da congiunture favorevoli, appare necessario individuare proposte e soluzioni concrete finalizzate al rilancio del Real Estate partendo dal patrimonio costruito per rilanciare l’intero settore immobiliare, sfruttando così anche le potenzialità di traino del comparto sull’intera economia.

Si tratta dunque di un processo inverso rispetto a quello che porta alla ‘bolla immobiliare’: non svendere e svalutare, ma valorizzare, promuovere, adeguare, riqualificare.

Analisi come questa confermano l’impegno di EXITone nello sviluppo di operazioni legate alla valorizzazione e gestione dei patrimoni immobiliari, sia a livello aziendale intervenendo sui grandi portafogli, sia a livello Network con il potenziamento della figura del Tutor dell’Immobile, professionista multidisciplinare e referente ideale per quei proprietari e gestori immobiliari che investono in riqualificazione e valorizzazione. 

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