Decreto Sviluppo BIS: fra agenda digitale e comunità intelligenti

Il Consiglio dei Ministri  ha approvato ieri, 4 ottobre 2012, il decreto legge detto “Sviluppo-bis” che dovrebbe favorire ulteriormente la crescita, insieme alla recente Legge sviluppo 134/2012.

Fra i punti principali del testo: infrastrutture e servizi digitali, creazione di nuove imprese innovative (startup), interventi fiscali per agevolare la realizzazione di opere infrastrutturali con capitali privati, attrazione degli investimenti esteri in Italia, interventi di liberalizzazione in particolare in campo assicurativo sulla responsabilità civile auto, ma è  stata stralciata tutta la parte inerente le semplificazioni di cui si è parlato molto in questi giorni (che prevede, tra l’altro, lo stop al “silenzio-rifiuto” nei permessi edilizi in caso di vincoli) in quanto è stato previsto che confluirà in un disegno di legge ad hoc (Ddl Semplificazioni) la cui discussione è stata rimandata ad una prossima riunione.

Vediamo alcuni dei passi più importanti (fonte: Il Sole 24 Ore).

Agenda digitale europea

Si recepiscono i princìpi dell’Agenda Digitale Europea. Si tratta di uno strumento normativo che costituirà una efficace leva per la crescita occupazionale, di maggiore produttività e competitività.Ogni anno, il Governo presenterà al Parlamento una relazione aggiornata sull’attuazione dell’agenda digitale italiana.

 Amministrazione digitale pubblicazione dati e informazioni in formato aperto

I dati e le informazioni forniti dalla pubblica amministrazione dovranno essere obbligatoriamente pubblicati in formato aperto (cosiddetto open data). L’obiettivo è ampliare l’accesso a informazioni di pubblica utilità, favorendone il riutilizzo per analisi, servizi e applicazioni.

Comunità intelligenti 
Viene disegnata l’architettura tecnica, di governo e di processo per la gestione delle comunità intelligenti e dei servizi e dati da queste prodotte. Le comunità intelligenti sono partecipative, promuovono l’emersione di esigenze reali dal basso, l’innovazione sociale e prevedono meccanismi di partecipazione, inclusione sociale e efficienza delle risorse – attraverso il riuso e la circolazione delle migliori pratiche. Un sistema di valutazione e monitoraggio garantisce che le comunità rispettino gli impegni presi attraverso uno statuto periodicamente rivisto, allo scopo di verificare e massimizzare l’impatto del progresso tecnologico sul territorio.

Imprese, startup innovative
Nell’ordinamento italiano vengono introdotti la definizione e gli specifici requisiti della nuova impresa innovativa (startup). Queste le caratteristiche della startup innovativa: la maggioranza del capitale sociale e dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria deve essere detenuto da persone fisiche; la società deve essere costituita e operare da non più di quarantotto mesi; deve avere la sede principale dei propri affari e interessi in Italia; il totale del valore della produzione annua, a partire dal secondo anno di attività, non deve superare i 5 milioni di euro; non deve distribuire o aver distribuito utili; deve avere quale oggetto sociale esclusivo, lo sviluppo e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico; non deve essere stata costituita per effetto di una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda. Inoltre la startup deve soddisfare almeno uno dei seguenti criteri: sostenere spese in ricerca e sviluppo in misura pari o superiore al 30% del maggiore tra il costo e il valore della produzione; impiegare personale altamente qualificato per almeno un terzo della propria forza lavoro; essere titolare o licenziataria di una privativa industriale connessa alla propria attività. Istituita un’apposita sezione del Registro delle Imprese con l’iscrizione obbligatoria per le startup innovative e gli incubatori certificati così da garantirne la massima pubblicità e trasparenza.

Infrastrutture, credito di imposta al 50% per la realizzazione di nuove infrastrutture
Introdotto un credito di imposta come contributo pubblico alla realizzazione di opere strategiche e di importo superiore a 500 milioni di euro, che potranno in questo modo raggiungere l’equilibrio finanziario altrimenti non conseguibile. Il credito potrà arrivare fino al limite massimo del 50% a valere sull’Ires e sull’Irap in relazione alla costruzione e gestione dell’opera. La disposizione è valida fino al 31 dicembre 2015.
In questo modo sarà possibile favorire la realizzazione di un considerevole numero di grandi infrastrutture, senza incidere sulle entrate erariali e per di più stimolando un indotto positivo anche per le entrate pubbliche.

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