L’intelligenza nasce dall’inclusione

Pierangelo Soldavini per Nòva – Il Sole 24 Ore del 07/10/2012

L’intelligenza delle città si dota di una piattaforma sulla quale coordinarsi e trasformare competenze e sperimentazioni in progetti concreti all’insegna dell’efficienza e dell’inclusione. È questo lo spirito sotteso all’architettura che vede la luce con il decreto Sviluppo per quanto riguarda le comunità intelligenti, chiamate a trasformarsi in volano di trasmissione delle capacità tecnologiche e industriali che possono nascere intorno alle città sostenibili in senso lato.

Le munizioni per accompagnare lo sviluppo di queste potenzialità sono già disponibili, sotto forma di diversi bandi nel corso dell’anno, per un totale di quasi 1,2 miliardi di euro. Ora viene delineata una struttura che interessa tutti i campi coinvolti, con tre obiettivi specifici: una governance unica che garantisca soluzioni standardizzate e interoperabili, una piattaforma di condivisione che favorisca lo scambio e il riutilizzo delle soluzioni di eccellenza e la definizione di uno statuto della cittadinanza digitale per permettere la misurazione del grado di “intelligenza” delle comunità. Il tutto sotto la regia dell’Agenzia digitale, che è il vero snodo decisivo per l’attuazione dell’intero impianto, che tiene insieme anche una serie di strumenti diversi, dalla carta d’identità unificata alla Pa digitale ai biglietti elettronici interoperabili per il trasporto, indicati all’interno del decreto.

«L’ambizione è quella di creare un modello italiano per la smart city, che rispecchi le specificità nazionali», spiega Mario Calderini, consigliere del ministro dell’Istruzione Francesco Profumo per il sostegno alla ricerca e all’innovazione. Se l’attenzione dei modelli che si sono sviluppati nel Nord Europa più incentrata sulla sostenibilità in chiave di energia e mobilità, «nel nostro Paese ci sono dimensioni specifiche da valorizzare, in primo luogo il patrimonio storico e culturale, ma anche gli aspetti delle nuove povertà e dell’inclusione, su cui poter sviluppare un modello d’avanguardia», aggiunge Calderini.

La smart city può diventare così un modello per legare i grandi investimenti in ricerca e sviluppo a obiettivi più vicini ai cittadini. Partendo dal presupposto che i luoghi urbani producono una massa enorme di dati, attualmente inutilizzati:

«Ascoltare la città che parla è la modalità per far nascere l’intelligenza collettiva, su cui basare applicazioni specifiche e innovative», spiega Calderini. D’altra parte, «sono solo le grandi città a poter innescare un ciclo virtuoso – afferma Euro Beinat, professore di computer science e geoinformatica all’Università di Salisburgo -, essendo le uniche aree dove si possono coagulare risorse, talenti e creatività».

La priorità per la nascita delle smart cities è senz’altro l’infrastruttura: «La connessione è la base di tutto il sistema, ma è necessaria una diffusa consapevolezza e la capacità di inclusione dei cittadini», sottolinea Beinat. Ne è un esempio Berlino, che è diventata la città europea delle startup, senz’altro grazie alla presenza della banda larga e alla disponibilità di spazi a basso costo, ma anche «grazie a un ecosistema attivo basato su una cultura e una vocazione non convenzionale alla creatività». In quest’ottica l’approccio inclusivo e partecipativo è cruciale, in una logica bottom-up e non puramente dirigista.

Senz’altro il tempo è stato limitato e le misure rappresentano comunque un passo nella giusta direzione. Ma forse è stata persa occasione per «creare un ecosistema integrato in cui ripensare totalmente il processo in chiave digitale», nota Francesco Sacco, managing director di EntER/Università Bocconi, sottolineando come i singoli provvedimenti, pur positivi, appaiono slegati e non organici: «Molto dipenderà dall’implementazione e, in quest’ottica, cruciale è il ruolo che giocherà l’Agenzia digitale». Per fare un esempio, la fattura digitalizzata è senz’altro una facilitazione per tutti. Ma se la smaterializzazione fosse basata su un sistema centralizzato aiuterebbe davvero in termini di semplificazione e di certezza: per le banche significherebbe avere la sicurezza della fattura e delle conseguenti garanzie, ma anche la partenza diretta della mora e l’integrazione nel sistema fiscale.

 

 

Più informazioni su

Edinet - Realizzazione Siti Internet