Il “ritorno” del Piano Energia

Ridurre i costi energetici e le spese in bolletta, allineare i costi italiani rispetto a quelli europei. Questi gli obiettivi primari della Strategia Energetica Nazionale, che definisce le linee programmatiche dello sviluppo energetico dell’Italia per i prossimi anni.
Le linee guida di questo piano nazionale sono state presentate martedì 16 ottobre dal ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera e approvato dal Consiglio dei Ministri.

Un piano energetico nazionale mancava in Italia da oltre vent’anni, nonostante il nostro Paese sia formalmente impegnato in trattati europei e internazionali dedicati al risparmio energetico.
Non a caso l’altro obiettivo importante del Piano è quello di assicurare che l’Italia raggiunga e superi gli obiettivi ambientali che si è posta l’Unione Europea, i famosi “20-20-20”: la riduzione delle emissioni, l’ aumento dell’efficienza energetica e l’ aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili.


Con la Strategia energetica nazionale il governo punta a ridurre di circa 14 miliardi di euro la fattura energetica estera, rispetto ai 62 attuali.
Tra gli altri obiettivi: la riduzione del 19% di emissioni di gas serra, il raggiungimento del 20% di incidenza delle rinnovabili, che dovrebbero diventare la prima fonte nel settore elettrico, sui consumi finali lordi. Si punta poi al calo del 24% dei consumi primari rispetto all’andamento inerziale al 2020.

Per raggiungere questi obiettivi sono stati stanziati oltre 180 < miliardi di euro di investimenti da qui al 2020, nella green e white economy (rinnovabili ed efficienza energetica) e nei settori tradizionali. Il Ministero specifica che si tratta di investimenti privati, in parte supportati da incentivi pubblici .

Le potenzialità degli interventi di efficientamento in Italia, molte dei quali con ritorno economico positivo, sono importanti, ma numerose barriere all’adozione ne impediscono la piena realizzazione.
Gli sforzi per il raggiungimento degli obiettivi di risparmio energetico saranno quindi orientati al superamento delle barriere all’adozione di tecnologie per l’efficientamento, razionalizzando e rinforzando strumenti ed azioni dedicate a ciascun segmento e settore.
In particolare si prevede il rafforzamento di standard minimi e normative, in particolare per quanto riguarda l’edilizia ed il settore dei trasporti, l’estensione nel tempo delle detrazioni fiscali, prevalentemente dedicate al settore delle ristrutturazioni civili e rafforzamento degli obiettivi e dei meccanismi dei Certificati Bianchi, prevalentemente dedicati ai settori industriale e dei servizi, ma rilevanti anche nei trasporti e nel residenziale.
Saranno inoltre determinanti alcuni fattori abilitanti quali il rafforzamento del modello ESCO, l’azione di controllo e enforcement delle misure, le azioni di comunicazione e sensibilizzazione (per rendere il consumatore finale maggiormente consapevole ed attivo), il miglioramento del sistema di monitoraggio e contabilizzazione dei risultati e il supporto alla ricerca e all’innovazione.

Soddisfatto il premier Mario Monti: « L’Italia cerca di darsi una strategia complessiva energetica e siccome si tratta di un argomento di grande importanza per cittadini, imprese e ambiente, su questo il governo ha deciso di avviare una grande consultazione pubblica on line, al termine della quale «il governo trarrà delle conclusioni su cui fondare interventi che questo e immagino i governi del futuro potranno ritenere di prendere».
Un altro aspetto molto innovativo di questo piano è la cosiddetta ‘consultazione pubblica’: sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico è possibile visualizzare il documento, con la possibilità di inviare osservazioni e commenti. In parallelo è previsto l’avvio di consultazioni formali con le principali Istituzioni interessate (in particolare le Commissioni Parlamentari competenti) e incontri con parti sociali e associazioni di categoria. Al termine della consultazione verrà svolta una conferenza pubblica per condividere i risultati e tracciare gli elementi del percorso attuativo. Infine, seguirà l’approvazione del documento finale.

In EXITone prestiamo particolare attenzione ai progetti legati all’efficientamento energetico degli edifici, sperando che l’adesione ad un serio e organizzato Piano Energetico Nazionale possa facilitare l’attuazione di questi progetti e sviluppare nuove opportunità di business, sia a livello di grandi patrimoni immobiliari, sia nella medio-piccola proprietà diffusa.

(fonte dati: Il Sole 24 Ore e Casa&Clima.com)

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