Riqualificazione edilizia: oltre 600mila posti di lavoro possibili

Il rapporto “Innovazione e sostenibilità nel settore edilizio – Costruire il futuro’’ di Lega Ambiente e F.I.L.E.A parla chiaro: per superare il momento di crisi del settore edile bisogna percorrere la strada della riqualificazione, del recupero dell’esistente e dell’innovazione tecnologica:

La crisi del settore delle costruzioni (infrastrutture comprese) non è solo crisi di mercato, di risorse finanziarie disponibili, di difficoltà economica delle famiglie e delle amministrazioni locali, è essenzialmente crisi di modello. Le ragioni non stanno solo nella crisi economica, non ci troviamo di fronte ad una crisi congiunturale. L’attuale congiuntura economica aggrava il quadro e rende urgente ed improcrastinabile trovare una risposta organica e lungimirante ad una crisi strutturale. Il modello, che ha investito il Paese negli ultimi 60 anni, fatto di cementificazione invasiva, palazzi e villette, infrastrutture stradali e autostradali, non regge più.

Modello che è stato spremuto fino in fondo e si è consumato. I nodi sono oggi venuti al pettine e nulla di quel modello oggi può funzionare. E se non ci fossero altre ragioni ,basterebbe il ciclo di vita del cemento, che non è eterno, a porci di fronte alla necessita di investire nella manutenzione del patrimonio edilizio esistente, con soluzioni finanziarie , organizzative e con politiche locali ad oggi sconosciute”.

Si conferma dunque sempre più necessaria una gestione strategica dell’intero processo di recupero e rinnovamento del patrimonio edilizio attraverso l’applicazione di un mix di soluzioni progettuali, tecnologiche e impiantistiche per intervenire su 11 milioni di edifici ad uso residenziale per circa 28 milioni di abitazioni, ognuna con caratteristiche diverse in ogni parte del Paese.

Il comparto della riqualificazione dell’esistente è dunque un mercato strategico che punta su innovazione e trasformazione delle pratiche progettuali per realizzare un concreto miglioramento della qualità delle abitazioni; a queste vanno affiancate una serie di interventi focalizzati sulle prestazioni energetiche degli edifici, sullo sviluppo delle rinnovabili e, in generale, sulla messa in sicurezza del patrimonio edilizio.

Un investimento in riqualificazione energetica e messa in sicurezza degli edifici può creare fino a 600mila posti di lavoro.

EXITone, che fin dall’inizio della sua attività ha adottato come mission aziendale la valorizzazione dei patrimoni immobiliari, sa come rispondere alle esigenze evidenziate nel rapporto: l’inserimento nel mercato nazionale del Real Estate di una nuova figura professionale, il Tutor dell’Immobile, specializzata nella gestione e nella valorizzazione del patrimonio immobiliare costruito.

Un professionista indipendente, ma formato da una solida realtà imprenditoriale come EXITone che, grazie a struttura innovativa, il Business Network, è in grado di trasferire ai Tutor il proprio know how e le competenze che hanno permesso a EXITone di raggiungere una posizione strategica di primaria importanza in questo specifico settore.

Il Tutor dell’Immobile, unendo alle proprie capacità le conoscenze derivanti dalla partnership con EXITone, diventa quindi quella figura in grado di contribuire a realizzare il ‘grande piano di piccole operecitato anche da Legambiente: al Paese e alle imprese duramente colpiti dalle crisi serve infatti una nuova gestione del patrimonio edilizio, partendo proprio dalla piccola proprietà diffusa.

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