Smart City: stanziati i fondi pubblici, occorre collaborare per partire

Cinque nuovi bandi, oltre un miliardo di euro stanziati nel Decreto “Sviluppo/bis” e la definizione di una cabina di regia nazionale: queste  alcune delle agevolazioni che il Governo ha deliberato per far partire concretamente anche in Italia il cantiere Smart City.

Appare dunque all’orizzonte “una stagione di possibilità” che vede nelle città un elemento centrale per rivitalizzare le economie e per migliorare il rapporto tra cittadini ed istituzioni e trasformare, prendendo a prestito le parole del ministro Profumo, i centri urbani come “non più centri di consumo, ma macchina di produzione al centro del motore dello sviluppo”.

Ora che i punti di partenza sono stabiliti, è necessaria una “call for ideas” come è stato sottolineato nel corso di Smart City Exhibition (Bologna, 29-31 ottobre 2012): è necessario lavorare tutti assieme, Governo, amministrazioni locali, imprese e liberi professionisti per definire cos’è e come si crea una comunità intelligente e come rendere sostenibili progetti di innovazione.

Ma cos’è esattamente una comunità intelligente, o smart city?
Per rispondere prendiamo in prestito la sintetica ed efficace definizione proposta da Pierangelo Soldavini nella rubrica settimanale dedicata al tema su Nòva del Sole 24 Ore:

Di “smart cities” si parla fin troppo, con un termine fin troppo ambiguo. C’è chi lo usa in senso stretto per indicare l’uso delle tecnologie informatiche e di comunicazione per fornire           servizi su misura ai cittadini. Ma la città è davvero intelligente quando non ricorre all’uso di tecnologie fini a se stesse, a compartimenti stagni, ma a politiche che ne sfruttando la potenzialità a 360 gradi, coinvolgendo i cittadini e puntando a un’efficienza complessiva per arrivare a un miglioramento reale della qualità della vita. Ci sono città […] che partono da un aspetto specifico, che sia la mobilità, l’energia o l’organizzazione. Senza perdere di vista l’appoggio politico complessivo.

Stiamo dunque parlando di comunità che adoperano l’innovazione per una politica lungimirante che mira ad accrescere il capitale sociale, relazionale, culturale e ambientale in un contesto di coesione sociale: una visione di città fondata sulla centralità delle persone.

Per raggiungere in modo pratico questi obiettivi e le grandi opportunità derivanti dai fondi italiani ed europei, è necessario strutturare dei progetti coordinati che vedano coinvolte le amministrazioni centrali e locali, imprese private e liberi professionisti.

Per i liberi professionisti in particolar modo si prospettano importanti opportunità di business legate ai piani strategici urbani: una città “smart” è una città che punta alla riqualificazione e alla rigenerazione. Saranno dunque necessarie indagini sullo stato delle proprietà immobiliari, certificazioni energetiche, studi per offrire nuove soluzioni e, soprattutto, andare a proporre anche ai piccoli e medi proprietari che è il momento giusto per approfittare di fondi e sovvenzioni per riqualificare il costruito.

La città “smart” ha bisogno di professionisti “smart” in grado di rispondere a queste nuove esigenze.

EXITone, che già da tempo collabora con le pubbliche amministrazioni in progetti di valorizzazione dei patrimoni immobiliari e riqualificazione energetica, ha deciso di condividere l’esperienza maturata in oltre 20 anni di esperienza del campo con gli affiliati del Business Network  EXITone.
Il professionista che entra nel Network EXITone aggiunge alle proprie specifiche ed individuali competenze quelle del Tutor dell’Immobile, la figura professionale multidisciplinare specializzata nella gestione del costruito.

L’innovativo percorso di formazione professionale messo a punto da EXITone, fruibile attraverso l’esclusiva  App EXITone MLearning (già disponibile sull’App Store di iTunes), è solo il punto di partenza di una rete che unisce in una vera e propria partnership la forza di un gruppo consolidato di EXITone con la flessibilità e le competenze dei liberi professionisti. Grazie alla rete di contatti di EXITone, il professionista che sceglie di diventare Tutor dell’Immobile potrà infatti avvalersi di convenzioni e accordi quadro siglati da EXITone con enti privati e potrà usufruire degli strumenti di  ‘professional community’ di EXITone.

Per maggiori informazioni sulle attività dei Tutor dell’Immobile e sul Business Network EXITone, visita www.exitone.it/tutordellimmobile

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