Oltre 7 mln di edifici non in regola. ANCE: sbloccare i fondi

Emergenza sicurezza ed emergenza edilizia: il “bollettino di guerra” lo ha ricordato il presidente dell’Ance (Associazione nazionale dei costruttori edili), Paolo Buzzetti, durante l’incontro con Pier Luigi Bersani del 22 febbraio.
Dai dati risulta che sono circa 7 milioni gli edifici che in Italia costruiti prima dell’entrata in vigore delle norme antisismiche e quindi non in regola.
Tra questi la metà degli istituti scolastici (30mila su un di circa 60mila in tutta Italia, dei quali il 10% addirittura è stato costruito prima del 1919).


Negli ultimi quattro anni sono stati finanziati (tra Cipe, fondi Fas e fondi Ue) circa 5mila progetti per la messa a punto di scuole e territorio, per un totale di 4 miliardi di euro.

Il presidente dell’associazione dei costruttori ha quindi fornito dei dati sui “danni dell’incuria e della mancata prevenzione”. Tra il 1944 e il 2012 i terremoti, le frane e le alluvioni che hanno colpito il nostro Paese sono costati in tutto 242,5 miliardi di euro, 3,5 all’anno.

Ma accanto allo stato di incuria del patrimonio immobiliare e del territorio italiano, c’è anche l’emergenza del comparto edilizia.
I soldi ci sono – sostiene il presidente dei costruttori – si tratta di sbloccarli e tornare ad investire in un settore come quello delle costruzioni dove “ogni miliardo investito genera 17mila posti di lavoro e attiva un giro di affari per circa 3 miliardi e mezzo”.

“Ci sono 39 miliardi di risorse disponibili – ha calcolato l’Ance – bloccate dal Patto di stabilità e dalla burocrazia che se fossero spese genererebbero oltre 660mila nuovi posti di lavoro e avrebbero una ricaduta complessiva sul sistema economico per circa 130 miliardi di euro.Si tratta di 30 miliardi di euro stanziati dal Cipe negli ultimi 4 anni destinati a opere pubbliche.A questi si aggiungono circa 9 miliardi di fondi disponibili degli enti locali per nuovi lavori rimasti bloccati dal Patto di stabilità”.

 

Fonte: MonitorImmobiliare.it 

 

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