Legambiente: dimezzare i costi di energia nei condomini

Un nuovo incentivo per l’efficienza energetica che riesca ad attingere all’immenso giacimento di risparmio non sfruttato dei condomini. Attori principali: le ESCO (Energy Service Company), a cui si garantirebbe un rientro dell’investimento in 8-11 anni, con un contributo che andrebbe dal 31 al 36% della somma spesa. Strumento di lavoro: i certificati bianchi, opportunamente modificati e affiancati da un fondo per agevolare l’accesso al credito.

È questa, in estrema sintesi, l’idea di Legambiente, presentata questa mattina al convegno organizzato da Kyoto Club e AzzeroCO2 sull’efficienza energetica in edilizia. Una misura che, stando agli studi dell’associazione, potrebbe dare risultati notevoli: permetterebbe l’intervento su 200mila alloggi all’anno, ossia 14mila condomini circa, facendo risparmiare 1 Mtep di energia, e contribuendo, assieme agli altri incentivi che dovrebbero convivere, come le detrazioni fiscali e il conto termico, a ridurre del 10% il fabbisogno energetico del patrimonio edilizio italiano.

In Italia  circa 24 milioni di persone vivono in circa 1 milione di edifici condominiali. In queste abitazioni molto spesso i consumi energetici sono più elevati della già elevata media italiana, soprattutto se si tratta di immobili costruiti dopo gli anni ‘50. Purtroppo, per chi ci vive sono pochissime le opportunità di ridurre la spesa per la bolletta energetica, visto che gli strumenti in vigore – detrazioni fiscali del 55%, certificati bianchi e conto termico, risultano inefficaci e spesso impossibili da applicare in questo contesto.

Le detrazioni, il cui futuro dopo il primo luglio è ignoto, infatti, presuppongono che ci sia un reddito privato da cui detrarre l’incentivo, il sistema dei titoli di efficienza energetica (TEE o certificati bianchi) è inaccessibile per piccoli interventi (la soglia minima di risparmio è 20 Tep) e prevede contributi troppo bassi per interventi di riqualificazione in edilizia come quelli sull’involucro; il conto termico, per quel che riguarda gli interventi di efficientamento veri e propri, è invece riservato al settore pubblico:

  •   occorre dunque introdurre un nuovo sistema di incentivi che si applichi allo specifico della forma di proprietà e gestione immobiliare del condominio, se si vuole offrire una possibilità reale di riduzione della spesa energetica alle famiglie e, al contempo, aggredire la parte più consistente dei consumi energetici che provengono dall’edilizia

Come rendere possibile tutto ciò? La proposta di Legambiente prevede:

  •   l’introduzione di una nuova scheda nel sistema dei certificati bianchi, che ai requisiti per i titoli dei singoli interventi (isolamento, sostituzione serramenti, caldaie, ecc.) aggiunga un fattore di addizionalità, variabile tra 1 e 3,5/4 come moltiplicatore dei titoli emessi, legato ai risultati complessivi raggiunti di riduzione dei consumi energetici. Ovviamente questo comporterebbe l’estensione e il potenziamento degli obiettivi nazionali annui di risparmio energetico previsti per i TEE: prolungarli fino al 2020 e aumentarli a 15 milioni di Mtep/anno (dall’attuale previsione di 7,6 al 2016).

Fondamentale poi agevolare l’accesso al credito: la proposta è di creare uno specifico fondo per gli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio della Cassa depositi e prestiti, da finanziare con risorse europee, statali e regionali.

La proposta di Legambiente è sicuramente da raccogliere ed è auspicabile che passi in tempi non troppo lunghi “dal dire al fare”.

Nel frattempo EXITone (società certificata ai sensi della norma  UNI CEI EN ISO 50001:2011 per i stistemi di gestione dell’energia), nell’ottica di diffondere la cultura dell’efficientamento energetico fra gli amministratori di condominio ha stipulato un accordo commerciale con Harley&Dikkinson Finance:

  •    i Tutor dell’Immobile, liberi professionisti affiliati al Business Network EXITone, possono promuovere, in particolare agli amministratori di condominio ed alle società di costruzioni, soluzioni finanziarie specifiche per la riqualificazione dei condomini, finanziando così il cliente (l’amministratore) dell’impresa/progettista (Tutor dell’Immobile) chiamato a intervenire sul condominio.
    Credito Condominio diventa quindi lo strumento ideato da H&dF che consente agli amministratori associati a H&DF di accedere ad un finanziamento fino a 10 anni e fino a 2 milioni di euro anche a interesse 0 per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria. 
In sintesi…clicca sull’immagine

Più informazioni su

Edinet - Realizzazione Siti Internet