L’Italia è un paese fondato sulla casa

Condividiamo con voi l’interessante editoriale di Guglielmo Pelliccioli dal “Quotidiano Immobiliare” di oggi.
Nella consapevolezza che la casa sia davvero IL bene comune (e che proprio intervenendo sulla valorizzazione dell’importante patrimonio immobiliare residenziale italiano possa ripartire il sistema – paese), EXITone sta potenziando la figura del Tutor dell’Immobile, un professionista tecnico specializzato nella gestione della medio – piccola proprietà immobiliare.

L’Italia è un paese fondato sulla casa. Sembra un’affermazione scontata e datata ma non è così. E’ ancora estremamente attuale. Il patrimonio immobiliare privato secondo la Banca d’Italia mette il nostro Paese ai primi posti del mondo come ricchezza, considerando il rapporto esistente tra la ricchezza netta e il reddito disponibile lordo delle famiglie. Questa ricchezza va però tutelata e valorizzata per permettere la ripresa economica e la stabilità finanziaria. Come abbiamo più volte ripetuto il patrimonio immobiliare detenuto dalla famiglie italiane ammonta a 6.355 miliardi di euro (dato Agenzia del Territorio) pari a 4,2 volte il Pil nazionale. L’Italia è tra i primi paesi al mondo che presentano la ricchezza netta più alta (7,84 volte) rispetto al reddito disponibile. Cosa facciamo per tutelare questo valore tangibile che rappresenta un vero e proprio ammortizzatore sociale durante la crisi?

Non crediamo che sia mai stato affrontato seriamente questo tema che invece è di vitale importanza per il Paese e la sua stabilità. Si noti che questa ricchezza immobiliare è pari al triplo del deficit pubblico e che se questi dati potessero essere inseriti nella valutazione complessiva del rischio paese, noi potremmo godere di un surplus eccezionale che pochi Stati potrebbero annoverare. Se a questa ricchezza immobiliare aggiungessimo gli altri 3.600 miliardi di ricchezza finanziaria e sottraessimo invece tutte le passività finanziarie pari a 887 miliardi, si può ben comprendere come il paese sia più solido di quanto si va affermando. Un ultimo dato, giusto per avvalorare questa tesi: in Italia mediamente ogni famiglia dispone di un bene immobiliare di sua proprietà pari a 200 mila euro.
Si potrà obiettare che questa ricchezza immobiliare è estremamente frazionata, mal gestita e mai abbastanza al riparo dalle scorribande fiscali dello Stato. Me è indubbio che si tratta di una ricchezza vera su cui poggiano le fondamenta del nostro Paese. Affermiamo queste cose perché l’azione che il prossimo (auguriamoci molto prossimo) Governo dovrà intraprendere per rilanciare l’economia non potrà non tener conto del sistema immobiliare come elemento centrale. Questo grande patrimonio produce un reddito per chi ne detiene la proprietà sia per uso diretto che indiretto, permette di rimettere allo Stato miliardi di risorse finanziarie tramite la fiscalità applicata e sviluppa un’attività economica legata al processo immobiliare che è la prima in Italia per fatturato.
Non è pensabile, proprio perché deleterio, che tutto questo valore venga lasciato incustodito e non tutelato. Basterebbero solo i dati sopra riportati per giustificare la necessità di un Ministero per la Casa e le attività infrastrutturali immobiliari. Purtroppo invece assistiamo non solo alla distruzione di questa ricchezza ma alla non cura di essa, al suo abbandono culturale, documentale e scientifico, al suo isolamento politico e sociale. Persino statistico se si pensa alla pochezza e indeterminatezza di dati che vengono elaborati sul sistema casa. Costruttori, gestori con le loro associazioni farebbero bene a riflettere sul Bene Comune Nazionale che si chiama patrimonio immobiliare. E con esso anche gli enti pubblici, visto che detengono una parte significativo di asset pure loro. Davvero credo che la ripresa passi da una prima tappa che si chiama ‘consapevolezza’ di ciò che si è e si ha.

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