Architetti: cambia il mercato, cambia la professione

Dalla recente pubblicazione del ‘Rapporto 2013 sulla professione dell’Architetto‘ realizzato dal Cresme per il  Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) emerge un dato molto chiaro: la crisi economica e l’inversione del ciclo edilizio hanno introdotto modifiche radicali nella configurazione della professione dell’architetto.

I dati parlano chiaro: sugli attuali 150mila  professionisti iscritti all’albo, circa il 28% dichiara di aver subito in una anno un forte calo del proprio fatturato e il 37% ha attese negative.
Una delle ragioni principali alla base di questi numeri sta nella trasformazione del mercato, caratterizzato da più barriere all’entrata e sempre più ‘stretto’ e competitivo.

Vediamo alcuni numeri:

  • Con 150 mila professionisti iscritti, quella degli architetti è la quinta categoria professionale in Italia, con una media di due architetti ogni mille abitanti.  Il 40% è formato da donne e il 35% è under 40.
  • Il mercato potenziale degli Architetti nelle costruzioni (servizi di progettazione)  è calato del 36% fra il 2006 e il 2012, riducendo così del 45%  gli sbocchi professionali degli architetti.
  • Tra 2008 e 2012, ad un anno dal conseguimento del titolo di laurea di II  livello (magistrale o magistrale a ciclo unico) il tasso di disoccupazione tra i laureati in architettura è passato dal 9,7 al 23,4%, e all’aumento contestuale della percentuale di non occupati, si accompagna una diminuzione del reddito mensile netto. Vanno sicuramente meglio le cose dopo cinque anni dalla laurea. Il reddito netto cresce, in media, del 50%, mentre il tasso di disoccupazione si riduce al 5,5%, pur raddoppiando tra 2008 e 2012.
  • In Europa più della metà  (54%) del fatturato annuo di un architetto è rappresentato da lavori nell’ambito residenziale. In Italia in particolar modo è l’edilizia abitativa quella che raccoglie il maggior numero di incarichi (60%), ma nel nostro paese la prolungata crisi del settore edilizio sta obbligando gli architetti ad una sempre maggiore specializzazione e diversificazione.
  • Le prospettive nel settore delle costruzioni non possono certo definirsi tra le più rosee (la recessione degli investimenti dura ormai da 6 anni e continuerà anche nel 2013), in uno scenario di mercato che nei prossimi anni è destinato ad orientarsi progressivamente verso interventi di riqualificazione e rinnovo dell’esistente.

Dalla crisi sta venendo fuori un settore delle costruzioni profondamente trasformato: da una parte lo sviluppo del mercato della riqualificazione, da quella minuta a quella integrata delle città passando per l’efficientamento energetico, dall’altra il mercato degli impianti per le fonti energetiche rinnovabili che, seppur destinato a ridimensionarsi  negli ultimi anni, si è sviluppato fino a diventare anche maggiore di tutto il mercato della nuova produzione edilizia residenziale.

E’ però proprio il comparto dell’edilizia residenziale che rivela dati molto interessanti e su cui è opportuno riflettere:

  • Nel 2012 il numero di nuove famiglie è stato sensibilmente superiore a quello dei nuovi alloggi: 206mila contro 169mila
  • Nei prossimi anni, mediamente fino al 2020, l’incremento annuale previsto è pari a 191mila famiglie

Il problema dunque non sarà una domanda troppo bassa, ma una domanda che non si incontra con l’offerta  ed è dunque di vitale importanza spostare l’obiettivo dei servizi di progettazione sulle abitazioni già esistenti e sui progetti di social housing (la nuova domanda abitativa è formata principalmente da giovani e immigranti).

Il Futuro è nella riqualificazione

Pur non essendo passata indenne alla crisi (-3,3% nel 2011/2012) la riqualificazione del patrimonio abitativo esistente sarà il driver principale del nuovo ciclo edilizio e il principale motivo della ripresa. E le previsioni sono le uniche positive per tutto il settore: nel 2014 tornerà a crescere di un tasso superiore del 2%.

  • Negli ultimi 10 anni il 58,6% delle abitazioni italiane ha subito almeno 1 intervento di manutenzione straordinaria (impiantistico e/o edilizio); crica 17,6 milioni di abitazioni su 30 milioni di unità;
  • Nel 2020 le abitazioni con oltre 60 anni saranno circa 11 milioni. E sono tutte unità su cui strategico intervenire: il ripensamento del prodotto edilizio in termini di risparmio e produzione energetica è infatti un elemento che caratterizzerà sempre più il mercato nei prossimi anni

Ma il vero “nuovo attore” del mercato delle costruzioni è oggi il settore degli impianti per le fonti energetiche rinnovabili (gli investimenti nel 2012 sono stati quasi 13 miliardi, di cui più di 9 miliardi riferiti ai soli impianti fotovoltaici).

Il mercato della riqualificazione è dunque strategico perché si tratta di un mercato mercato che interseca settori differenti e necessita di professionisti preparati e multidisciplinari.

Il futuro è nella Rete

«[…] oggi la convinzione è che sia ormai arrivato, anche per gli architetti, il momento per un salto di scala nel know-how, nella conoscenza e nell’uso delle tecnologienell’internazionalizzazione. In questo contesto i più giovani devono avere spazi maggiori per via delle loro capacità di innovazione e di adattamento ai nuovi strumenti tecnologici. Investire sui più giovani può rappresentare la carta vincente in un contesto di mercato sempre più competitivo ed esigente»

Questa la conclusione lanciata dai relatori dello studio del Centro Studi del CNAPPC.  E letta l’analisi, possiamo dire che con il progetto del Business Network dei Tutor dell’Immobile, EXITone ha raccolto la sfida:

  • il Business Network EXITone è formato da professionisti (i Tutor dell’Immobile) che, dopo un processo di selezione e formazione curato dalla stessa EXITone,  in grado di operare nella gestione e riqualificazione del costruito. La formazione è basata sulla condivisione del know-how EXITone, un’esperienza sul campo di oltre 20 anni che ha reso EXITone uno dei leader dell’ Asset Management immobiliare . Inoltre EXITone ha esteso la propria certificazione ISO 9001 a tutti i Tutor dell’Immobile, permettendo così al professionista di presentarsi con un importante certificazione di qualità del proprio lavoro standardizzata a livello internazionale;
  • EXITone ha sviluppato un percorso di formazione continua innovativo erogato in modalità mobile learning attraverso la APP EXITone MLearning  che permette al professionista di aggiornare e specializzarsi direttamente sul campo;
  • EXITone per le attività che svolge per i propri committenti (Pubbliche Amministrazioni, grandi proprietari e gestori) si rivolge ai Tutor dell’Immobile, in quanto fornitori qualificati sul territorio, permettendo così al libero professionista di entrare in contatto con incarichi prestigiosi che normalmente non sono di facile accesso per la categoria (rappresentano infatti solo il 7% della committenza);
  • EXITone ha siglato con importanti aziende del settore accordi quadro e convenzioni per individuare nel Tutor dell’Immobile la figura tecnica di riferimento per attività di riqualificazione e progettazione da sviluppare a livello individuale, andando così ad affiancare il libero professionista nello sviluppo di singole opportunità di business e aiutandolo a differenziarsi rispetto alla concorrenza.

In definitiva in un momento delicato e complesso come quello attuale è necessario differenziarsi e specializzarsi per emergere. Non sognare più il ‘posto fisso’ ma cercare di re-inventare la propria professione, senza però improvvisarsi, ma affidandosi a partner solidi ed affidabili.

Per questo motivo, e convinti ulteriormente dai dati presentati dal rapporto del CNAPP, siamo convinti che anche per gli architetti (così come per ingegneri, periti e geometri) il percorso del Tutor dell’Immobile sia un’importante attività da percorre per affrontare le nuove evoluzioni del mercato e della professione.

 

Per info www.exitone.it/tutordellimmobile

 

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