Edifici ad energia “quasi zero”: la direttiva UE recepita dall’Italia

Dopo quasi tre anni di attesa è finalmente stata recepita dal Consiglio dei Ministri la Direttiva 2010/21/UE del Parlamento e del Consiglio Europeo sulla prestazione energetica in edilizia.

Il provvedimento ha assunto un carattere di particolare urgenza, determinata “dall’apertura e dal prossimo aggravamento di due procedure di infrazione nei confronti dell’Italia in merito alle ispezioni degli impianti di climatizzazione e all’obbligo per il proprietario o locatore di consegnare il certificato energetico in caso di vendita o locazione“.

A queste procedure di infrazione non è arrivata una risposta dall’Italia poiché i decreti approvati a novembre 2012 dal Governo Monti in merito a sospensione dell’autocertificazione in classe G e  requisiti dei certificatori energetici, non hanno visto la luce in Gazzetta Ufficiale.

Insieme al recepimento odierno della direttiva 2010/31, il Consiglio dei ministri ha avviato l’esame del decreto sulla proroga della detrazione del 55% che sarebbe dovuta essere inserita in un apposito articolo del decreto di recepimento. Fermo restando il recepimento della Direttiva comunitaria sull’efficientamento energetico, il governo ha però deciso di mettere a punto le questioni tecniche e finanziarie per consentire la proroga degli incentivi fiscali in materia di risparmio energetico e di ristrutturazioni edilizie, rimandando la cosa ad un prossimo Consiglio dei ministri.

Il nuovo provvedimento per la maggior parte modifica e integra il Dlgs n. 192/2005. In particolare, introduce l’art. 4-bis che stabilisce che:

[..] a partire dal 31 dicembre 2018, gli edifici di nuova costruzione utilizzati da Pubbliche Amministrazioni e di proprietà di queste ultime devono essere progettati e realizzati quali edifici a energia quasi zero. Dal 1 gennaio 2021 la predetta disposizione è estesa a tutti gli edifici di nuova costruzione

La Direttiva individua, in modo assolutamente generico – e non potrebbe essere diversamente –, i passi che ogni Stato membro dovrà compiere per definire un “edificio ad energia quasi zero” e per raggiungere tale obiettivo, sia da un punto di vista tecnico che finanziario.

IL PIANO D’AZIONE

Il decreto di recepimento prevede l’attuazione entro il 31 dicembre 2014 di un Piano nazionale che comprenda l’indicazione del modo in cui si applica tale definizione, gli obiettivi intermedi di miglioramento della prestazione energetica degli edifici di nuova costruzione entro il 2015, informazioni sulle politiche e sulle misure finanziarie o di altro tipo adottate per promuovere il miglioramento della prestazione energetica degli edifici.

Il Piano d’azione comprende, tra l’altro, i seguenti elementi:

  • a) l’applicazione della definizione di edifici a energia quasi zero alle diverse tipologie di edifici e indicatori numerici del consumo di energia primaria, espresso in kWh/m2 anno;
  • b) le politiche e le misure finanziarie o di altro tipo previste per promuovere gli edifici a energia quasi zero, comprese le informazioni relative alle misure nazionali previste per l’integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici, in attuazione della direttiva 2009/28/CE;
  • c) individuazione, in casi specifici e sulla base dell’analisi costi-benefici sul ciclo di vita economico;
  • d) gli obiettivi intermedi di miglioramento della prestazione energetica degli edifici di nuova costruzione entro il 2015.

Per gli edifici di nuova costruzione gli Stati dovranno garantire che, prima dell’inizio dei lavori, sia valutata la fattibilità tecnica, ambientale ed economica di sistemi alternativi ad alta efficienza, se disponibili, tra cui: sistemi di fornitura energetica decentrati basati su fonti rinnovabili; cogenerazione; teleriscaldamento o teleraffrescamento; pompe di calore.

Per gli edifici esistenti sottoposti a ristrutturazioni importanti, la prestazione energetica dovrà essere migliorata al fine di soddisfare i requisiti minimi; inoltre, andranno valutati e tenuti presenti sistemi alternativi ad alto rendimento.

Inoltre una novità molto importate riguarda la sostituzione del certificato energetico con l’attestato di prestazione energetica, che considera sia la prestazione globale dell’edificio.

 

 

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