Da ACE a APE: cosa cambia per i certificatori energetici

Fino a poco tempo fa avevamo l’ACE, l’attestato di certificazione energetica, ma con il decreto legge  63/2013  (“Disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell`edilizia”) è stato introdotto l’APE, l’attestato di prestazione energetica , che va a sostituire il vecchio certificato allo scopo di uniformare la normativa italiana in tema di energia alle direttive europee.

Il decreto, al momento in fase di conversione in legge (è del 5 luglio il primo ok del Senato, ora deve passare alla seconda lettura della Camera), predispone una nuova metodologia di calcolo del nuovo APE e introduce delle differenze fondamentali:

  • introduce delle sanzioni penali in capo al certificatori, in quanto firmatario di una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà per i rogiti, i contratti di affitto e gli annunci immobiliari;
  • prevede nuove modalità di calcolo, anche se non sono state ancora diramate e nel mentre sono mantenute le norme del DM del 26/06/2009 e successive integrazioni regionali.
  • durata: l’APE, una volta rilasciata, ha una durata di 10 anni

Se si possiede già un ACE ancora in corso di validità si può continuare ad usufruire di quello senza dover effettuare alcun tipo di modifica.

Il nuovo certificato terrà quindi conto degli standard internazionali che richiedono non solo il calcolo delle prestazioni per la produzione di riscaldamento e acqua calda sanitaria, ma anche di climatizzazione estiva, ventilazione e (per il terziario) di illuminazione.

L’APE dovrà essere rilasciato alla fine dei lavori dal soggetto che li ha effettuati nel caso in cui l’edificio sia di nuova costruzione o sia stato oggetto di una ristrutturazione che abbia comportato interventi su oltre il 25% dell’involucro dell’intero edificio.

Il soggetto idoneo per il rilascio sarà colui che ha effettuato i lavori o dal proprietario stesso dell’immobile nel caso in cui si verifichi una vendita, una locazione o una cessione a titolo gratuito.

Il proprietario dovrà consegnare l’APE all’acquirente/locatario al momento della stipula del contratto preliminare nel caso si tratti di un edificio preesistente.

Per quanto riguarda una nuova costruzione invece, il venditore/locatore dovrà fornire evidenza di una futura prestazione energetica, producendo il certificato nel momento stesso in cui viene richiesta l’agibilità dell’immobile.

Il nuovo decreto prevede inoltre che l’acquirente/conduttore dia atto di aver ricevuto la documentazione necessaria e che gli stessi annunci di affitto o vendita debbano essere dotati dell’ «l’indice di prestazione energetica dell’involucro edilizio e globale dell’edificio o dell’unità immobiliare e la classe energetica corrispondente».

L’APE dovrà comprendere:

  • la prestazione energetica globale
  • la classe energetica
  • i requisiti minimi di efficienza energetica vigenti  a norma di legge
  • le raccomandazioni per migliorare la performance, separando la previsione di interventi di ristrutturazione da quelli di riqualificazione energetica

 

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