Decreto ‘Impianti’: nuove regole per caldaie più efficienti

E’ entrato in vigore il 12/07/2013 il DPR n. 74 del 16/04/2013 (Regolamento recante definizione dei criteri generali in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell’acqua calda per usi igienici sanitari) che apporta nuove modifiche alla normativa in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell’acqua calda sanitaria.

Con questo decreto si regolarizzano molti aspetti (dalle temperature consentite alla documentazione obbligatoria da inserire negli impianti) e viene data particolare importanza alle attività necessarie al contenimento dei costi e alla riduzione dei consumi, in un’ottica sempre più orientata ad una gestione efficiente degli impianti termici.

EXITone, da anni è operativa nei servizi di ingegneria integrata per i grandi complessi immobiliari, con la figura professionale del Tutor dell’Immobile vuole diffondere il proprio know how, maturato in oltre 20 annidi esperienza, nel settore della medio-piccola proprietà diffusa e, in particolar modo, nel settore dei condomini, attualmente al centro di grandi cambiamenti dopo l’approvazione della Riforma dello scorso giugno.

Il Tutor dell’Immobile, soggetto certificato ai sensi della norma ISO 9001 per le attività di diagnosi energetica e di interventi di riqualificazione energetica, è dunque la figura più idonea per supportare proprietari e gestori di impianti per le attività di analisi, audit, diagnosi e check – list di intervento, parte integrante della documentazione obbligatoria di ogni impianto regolarizzata, fra le altre cose, da questo decreto.

Vediamo ora le principali novità introdotte:

NORMATIVA EUROPEA

Il Dpr è funzionale al recepimento della Direttive UE 2002/91 (Rendimento Energetico in Edilizia) e 2010/91, il cui in ritardo per l’attuazione in passato aveva già causato l’avvio di un procedimento di infrazione.

TEMPERATURA

  • Durante il funzionamento dell’impianto di climatizzazione invernale la media ponderata delle temperature dell’aria nei singoli ambienti riscaldati non deve superare i 20°C+2°C di tolleranza per gli edifici ad uso ufficio e/o abitazione.
  • Durante il funzionamento dell’impianto di climatizzazione estiva invece la media non deve essere minore di 26°C-2°C di tolleranza per tutti gli edifici.
  • In entrambi i casi il mantenimento della temperatura dell’aria negli ambienti entro i limiti fissati non deve comportare sprechi di energia.

LA MANUTENZIONE

Le operazioni di controllo e manutenzione dell’impianto possono essere affidate a imprese abilitate ai sensi del DM del MISE 22/01/08 n. 37 (Riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici). L’impresa sarà tenuta a eseguire la manutenzione conformemente alle prescrizioni e con la periodicità contenuta nelle prescrizioni tecniche dell’impianto.
Compito dell’amministratore è l’acquisizione dei documenti che raccolgono l’attività e le operazioni di controllo e manutenzione dell’impianto.

IL LIBRETTO E I RAPPORTI DI EFFICIENZA ENERGETICA

Ogni impianto dovrà essere munito dell’apposito libretto che dovrà essere comunque mantenuto anche in caso di passaggio di impianto autonomo o di vendita dell’unità immobiliare o dell’immobile.
Se l’amministratore ha delegato l’incarico di controllo dell’impianto ad un terzo responsabile sarà tenuto ad informarsi se il libretto esiste ed è aggiornato e dovrà anche accertarsi se i rapporti di efficienza energetica (allegati al libretto) sono aggiornati, integrati e indicizzati correttamente.

Questi rapporti devono contenere una sezione, strutturata come una check-list, dove posso essere riportati i possibili interventi migliorativi al rendimento energetico dell’impianto in modo economicamente conveniente.
Se il generatore di calore durante le operazioni di controllo, risulti avere rendimenti di combustione inferiori ai limiti stabiliti, essi devono essere oggetto di interventi per essere ricondotti ai valori fissati.
Se l’intervento comporta delle spese, esse dovranno ottenere l’approvazione dell’assemblea, ma resta comunque l’obbligo di sostituire il generatore non in regola entro 180 giorni dalle operazioni di verifica. Nel caso in cui la gestione della manutenzione degli impianti sia data in gestione esterna, la finestra temporale dalla verifica di non conformità agli interventi di riparazione non deve essere superiore ai 10 giorni.

LA RESPONSABILITÀ’ E LA DELEGA

Se l’impianto di riscaldamento non è conforme alle disposizioni contenute nel decreto il responsabile è, nei condomini, l’amministratore. In caso di accertata inadempienza non è più possibile delegare ad un terzo responsabile le attività di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione dell’impianto termico oltre che il monitoraggio del rispetto degli obblighi in materia di efficienza energetica.
La delega di responsabilità nel caso di impianto non a norma è ammessa in due soli casi:

a) Impianto non a norma prima della sottoscrizione del contratto con il terzo responsabile: in questo caso il contratto di delega deve includere la messa a norma dell’impianto ed è quindi necessaria l’approvazione da parte dell’assemblea dei condomini, garantendo così la copertura finanziaria degli interventi (p.es attraverso i fondi destinati alla manutenzione straordinaria introdotti dalla recente Riforma del Condominio)

b) Nel corso del contratto con il terzo responsabile sorge l’esigenza di effettuare ulteriori interventi per la messa a norma dell’impianto: in questo caso il delegato/terzo responsabile deve comunicare la tipologia di interventi da realizzare con chiaro riferimento ai costi. Una volte ricevuta queste informazione l’amministratore convocherà l’assemblea per sottoporre il preventivo di spesa e quindi affidare l’incarico entro 10 giorni. Il superamento di tale soglia farà decadere la delega al terzo responsabile, ritornando così al caso A di impianto ‘non a norma PRIMA della sottoscrizione del contratto di delega’ essendo questo decaduto automaticamente. Il terzo responsabile con il contratto ‘decaduto’ ha però l’obbligo di avvertire l’ente incaricato (Regione/Provincia/Etc…) della decadenza del contratto e per quali motivazioni.

IDENTIKIT DEL TERZO RESPONSABILE

E’ la persona giuridica che, in possesso dei requisiti previsti dalle normative vigenti e con comprovata capacità tecnico-economico-organizzativa a cui è delegata, dal proprietario dell’impianto (nel caso dei condomini la proprietà dell’impianto è affidata all’amministrazione condominiale), la responsabilità dell’esercizio, della conduzione, del controllo, della manutenzione e dell’impianto termico e l’adozione di misure necessarie al contenimento energetico.

Per gli impianti con potenza nominale superiore a 350 kW, il terzo responsabile dell’esercizio e della manutenzione deve essere in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti:

  • iscritto agli albi nazionali di categoria o iscritto ad elenchi equivalenti dell’Unione Europea,
  • certificazione UNI EN ISO 9001 per attività di gestione e manutenzione degli impianti
  • attestazione equivalente rilasciata ai sensi del DPR 207/2010.

A seguito della firma del contratto di delega, il terzo responsabile avrà in gestione l’impianto e risponderà delle eventuali mancanze ed inadempienze e, pertanto, anche destinatario delle conseguenti sanzioni amministrative.

Il decreto prevede l’incompatibilità fra il venditore di energia e il ruolo di terzo responsabile, a meno che la fornitura non sia regolata dal cosiddetto ‘Contratto di Servizio Energia’ regolato dal D.lgs. n. 115 del 30/05/2008 (Attuazione della direttiva 2006/32/CE relativa all’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici), cioè un contratto disciplina l’erogazione dei beni e servizi necessari alla gestione ottimale ed al miglioramento del processo di trasformazione e di utilizzo dell’energia.

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