Decreto ‘Del Fare’: novità per il Real Estate

Sono molte le norme che riguardano l’edilizia e le infrastrutture inserite nel  Dl n. 69/2013, meglio noto come Decreto Del Fare, che ha ricevuto il primo sì (quello alla fiducia, con 427 sì e 167 no) alla Camera ma che è ancora bloccato dall’ostruzionismo in aula. Vediamo alcune delle misure introdotte dal Dl.

  • APPALTI

Chi vince un appalto in edilizia potrà godere di un anticipo del 10% della commessa per evitare di dover anticipare di tasca propria le spese iniziali (spesso ricorrendo a prestiti bancari). Il Durc inoltre varrà per 120 giorni e per più gare d’appalto in modo da semplificare la vita delle imprese.

  • AGEVOLAZIONI ALL’EDILIZIA PRIVATA NEI COMUNI

Norme meno stringenti per le modifiche agli edifici le cui sagome, anche nei centri storici, potranno essere modificate con la sola Scia senza ulteriori permessi a costruire. Ciò potrà essere applicato nelle aree individuate dalle singole amministrazioni comunali.

  • IL DURT

E’ uno dei punti più controversi del decreto contro cui si sono scagliate le Pmi e le associazioni di impresa. Si tratta della creazione di 21 adempimenti burocratici per dimostrare la propria regolarità con il Fisco, Durt sta infatti per Dichiarazione unica di regolarità tributaria ed è inserito all’articolo 50 del Dl. Significa che dopo aver vinto un appalto le imprese aggiudicatarie, oltre ai normali documenti come il Durc presentati finora, dovranno predisporre tutte le buste paga dei dipendenti e le liquidazioni Iva (che diventano mensili). Il provvedimento è stato definito “scandaloso” dall’Ance che promette già battaglia e la bocciatura è arrivata anche da Rete Imprese. L’idea del Durt è del MoVimento 5 Stelle.

  • INVIMIT

Con il Dl del Fare si parla anche di dismissioni pubbliche attraverso l’aumento del capitale di Invimit, la Sgr di cui si parla dal 2011, che dovrà occuparsi della gestione delle vendite di immobili pubblici.
Il decreto aumenta a sei milioni di euro la dotazione finanziaria della società, dai tre previsti inizialmente. Un’operazione che secondo i più scettici non è comunque sufficiente poiché l’immenso patrimonio immobiliare dello Stato italiano avrebbe bisogno di una Sgr di dimensioni mastodontiche per essere avviato alla dismissione. Ecco perché da più parti, in primis da Idea Fimit, è arrivata la proposta di affidare ai privati la gestione dell’operazione. A capo di Invimit andrà Vincenzo Fortunato, ex capo di gabinetto di Grilli, affiancato da Elisabetta Spitz, che per diversi anni ha guidato l’Agenzia del Demanio.

Fonte news: Il Ghirlandaio.com 

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