Regioni ed Enti locali per la green economy: un piano ‘verde’ per l’Italia

Al tema “Regioni ed Enti Locali per la green economy” è stata dedicata la decima e ultima Assemblea programmatica nazionale in preparazione degli Stati Generali della Green Economy, l’evento, organizzato dal Consiglio Nazionale della Green Economy, in collaborazione con i Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico e con il supporto tecnico della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, che avrà luogo il 6 e 7 novembre prossimi a Rimini nell’ambito di Ecomondo-Key Energy.

Il tessuto industriale italiano, indirizzato principalmente sulla qualità, ha già colto il vento della green economy, 360.000 aziende (il 23%) negli ultimi tre anni hanno, infatti, investito in tecnologie green e 240.000 posti di lavoro (il 38% delle assunzioni del 2012) sono stati creati da imprese della green economy. Proprio per cogliere questo vento a favore, Regioni ed Enti locali hanno presentato all’Assemblea un documento programmatico che individua un percorso scandito in 5 punti.

“La green economy” ha osservato il coordinatore del gruppo di lavoro, Gian Carlo Muzzarelliè un processo complesso che non rappresenta solo il passaggio da un’economia tradizionale a un’economia più verde, ma presuppone un cambiamento radicale nella struttura, nella cultura e nelle pratiche che caratterizzano la società. E questo cambiamento sarà tanto più radicale quanto più potrà essere generato dal territorio e dalle comunità locali che interpretano più velocemente e più capillarmente i bisogni di una società in evoluzione“.

Ecco le cinque tappe di questa roadmap tracciata dal gruppo di lavoro delle Regioni e dagli Enti Locali:

  1. Programmazione dei Fondi Strutturali UE per sviluppare innovazione nelle imprese e nei territori.
  2. ‘Acquisti verdi’ per PA e privati: è importante quindi considerare il potenziale degli Acquisti Verdi Pubblici e privati di beni e servizi come leva di rilancio in chiave green del sistema produttivo e l’evoluzione green degli appalti pubblici.
  3. Credito e fiscalità ambientale: risanamento e prevenzione idro-geologica, riqualificazione dei centri storici, ristrutturazione energetica nell’edilizia, trasporti urbani, rifiuti sono alcuni settori che hanno bisogno di capitali con ritorni a lungo termine, p.es intervenendo sulla disciplina del rapporto tra Enti Locali ed Esco al fine di favorire la realizzazione di interventi di efficienza energetica del patrimonio pubblico.
  4. Sviluppo di partnership pubblico-privato seguendo le linee guida proposte dall’UE (dare impulso a livello nazionale per la trasformazione dei distretti industriali in eco-distretti; di stabilire e incentivare forme di partecipazione pubblico private che facilitino la ricerca e lo sviluppo di innovazione green; di sostenere attività specifiche per la valorizzazione dei prodotti italiani anche sotto il profilo della qualificazione ambientale).
  5. Tutela e valorizzazione dei territori: azioni e strumenti rivolte a tutelare e valorizzare i territori, le aree naturali e gli ecosistemi, a prevenire il dissesto idrogeologico.

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