Riforma del Catasto: ok dal Senato

Ottenuto l’ok dalla commissione Finanza e Tesoro del Sento, il disegno di legge sulla delega fiscale, provvedimento molto atteso che contiene, al suo interno (art. 2), anche la riforma del catasto, annunciata ormai da anni e ora a un passo dall’approvazione definitiva: il 4 febbraio ha infatti ottenuto il via libera dal Senato, con 167 voti favorevoli.

È pronto anche il lungo elenco di emendamenti al disegno di legge, la cui approvazione richiederà un ulteriore passaggio alla Camera dei deputati. Nelle intenzioni dei legislatori, però, si dovrebbe trattare dell’ultimo “giro” per un provvedimento fermo per lunghissimo tempo nelle commissioni parlamentari e, ora, finalmente sbloccato.

In sintesi ecco i capisaldi della riforma:

 1.       RENDITA CATASTALE

La rendita catastale nel Nuovo Catasto algoritmico sarà calcolata a partire dal dato dei valori di locazione annui espressi al metro quadrato, forniti dai dati che produce periodicamente l’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI).

Questo dato, moltiplicato per la superficie dell’unità immobiliare e corretto da un coefficiente che tenga conto delle spese di manutenzione, disposizioni di legge per adeguamenti tecnici, assicurazioni, ecc. fornirà la nuova rendita catastale.

 2.       VALORE PATRIMONIALE DEGLI IMMOBILI

Un altro elemento di rottura con il passato operato dal Nuovo Catasto sarà l’aggancio del valore patrimoniale al valore di mercato reale dell’immobile.

Anche in questo caso l’algoritmo partirà dal dato base del valore di mercato al metro quadrato modificato per una serie di coefficienti quali, ad esempio, l’affaccio, la presenza di riscaldamento centralizzato o autonomo, l’anno di costruzione, presenza o assenza dell’ascensore, ecc.

Il dato emendato così ottenuto, moltiplicato per la superficie dell’unità immobiliare, fornirà il nuovo valore patrimoniale.

3.      FEDERALISMO CATASTALE

La riforma del Nuovo Catasto sfrutterà il c.d. “Federalismo Catastale”, ossia un coinvolgimento dei Comuni italiani che forniranno all’Agenzia delle Entrate i dati che quest’ultima non è in grado di reperire con facilità e rapidità.

Una sperimentazione in tal senso si sta già osservando per alcuni Comuni importanti, come Torino e Genova. In pratica, gli enti locali forniranno informazioni come l’esposizione, l’affaccio e lo stato di manutenzione degli immobili.

4.       IMMOBILI STORICI

L’aumento delle rendite catastali e del valore patrimoniale degli immobili storici (categoria catastale A/9) non provocherà la perdita dei benefici di cui godono a oggi, purché tali immobili non siano sfruttati a livello commerciale.

5.     COMMISSIONI CENSUARIE

Le commissioni censuarie che nel Nuovo Catasto dovranno attribuire rendita catastale e valore patrimoniale avranno tra i propri membri anche rappresentanti delle associazioni di categoria e degli stakeholders. Nella riforma del Nuovo Catasto sono previsti anche dei meccanismi di autotutela sulla determinazione della rendita catastale, mentre i ricorsi saranno ad appannaggio delle commissioni tributarie.

 6.     STIME DIRETTE PER LE UNITÀ A DESTINAZIONE SPECIALE 

Forse l’elemento che per l’implementazione del Nuovo Catasto richiederà più tempo. Infatti, per tutti i casi in cui l’applicazione degli algoritmi non potrà essere automatica (casi speciali di immobili a destinazione speciale) sarà necessario produrre un ingente numero di stime dirette, per formare un database significativo in grado di agganciare valori patrimoniali e realistiche rendite catastali.

Edinet - Realizzazione Siti Internet