Servizi Immobiliari: un fatturato da 50 miliardi all’anno

Il fatturato delle imprese italiane che forniscono servizi tecnici al mondo del Real Estate è in continua espansione ed ha raggiunto i 49 miliardi di euro, dando lavoro a quasi 400 mila addetti.
Questi i risultati emersi dalla ricerca condotta da Scenari Immobiliari e presentata lo scorso 2 luglio in collaborazione con Assoimmobilare.

La ricerca ha cercato di rifarsi alle esperienze di altri Paesi europei più evoluti e agli Stati Uniti passando in rassegna le cinque aree in cui il settore dei servizi tecnici è, per convenzione, suddiviso:

  • Asset Management
  • Property Management
  • Project Management
  • Facility Management
  • Asset, Advisory & Valutation

Il settore si dimostra in forte crescita, restando uno dei pochi comparti legati al Real Estate ad essere emerso positivamente dalla conclamata crisi del settore, il quale è passato ad una visione prettamente finanziaria a una più reddituale, basata sulla gestione e valorizzazione del patrimonio detenuto. Ciò ha portato alla nascita e allo sviluppo di strutture sempre più efficienti per la gestione del patrimonio immobiliare, un fenomeno nato recentemente in Italia, ma già consolidato nel resto d’Europa e negli Stati Uniti.

Due sono le direttrici che caratterizzano questo nuovo fenomeno:

  • Forte integrazione dei vari servizi (Property, Project, Building e Asset Management) senza più netta divisione tra attività strategiche e operative, ma con l’Asset deputato a coordinare i contributi dei vari professionisti e prendere le decisioni finali.
  • Esternalizzazione dei servizi: ogni progetto di gestione e valorizzazione presenta infatti delle caratteristiche specifiche e i gestori devono quindi avere la possibilità di affidarsi in outsoursing ai soggetti di volta in volta più adeguati alle mutevoli esigenze. In Italia questo processo di esternalizzazione è arrivato in ritardo, in concomitanza con l’ingresso sul mercato delle prime SGR, che delegavano all’esterno tutti i servizi.

Nonostante l’Italia guidi la classifica dei Paesi con il più consistente peso delle attività immobiliari diverse dalla costruzione sul PIL (14,3%, mentre UK e Usa si assestano attorno al 10%), rimane alto il gap fra Italia e altre realtà internazionali: gli addetti ai servizi per società infatti sono 4,7 nel Regno Unito, 5,8 negli Stati Uniti, 2,5 in Germania e solo 1,7 in Italia. Per quanto riguarda il fatturato, nei cinque principali Paesi europei si aggira intorno ai 415 miliardi di euro, con una dominanza di Regno Unito e Germania. In Italia, il fatturato per occupato (attorno ai 50 miliardi/anno) è inferiore alla metà dei tre Paesi più avanzati.

A prescindere dall’impari confronto con realtà molto più sviluppate rispetto a quella italiana, è interessante notare le potenzialità di sviluppo del comparto dei servizi tecnici per il Real Estate: l’arena competitiva è ancora dominata da un numero elevato di piccole imprese italiane e i grandi gruppi internazionali hanno un minor livello di penetrazione, quindi le potenzialità di sviluppo e crescita sono importanti.

Una visione ben nota ad una realtà come EXITone che dalla sua fondazione si è specializzata prima nell’Asset Management Immobiliare e nell’ Energy Management, per poi evolversi e presentarsi al mercato come primo Facility Enhancer italiano dedicato alla progettazione dei servizi di FM al fine di supportare i clienti a raggiungere i più alti livelli di performance (redditività, qualità, efficienza) nei rispettivi settori di core business, agendo così in qualità di Facility Enhancer, ovvero da catalizzatore della produttività. I servizi di FM passeranno così dal fungere da semplice prestazione accessoria ad essere una vera leva competitiva.

Fonte dati: Il Quotidiano ImmobiliareIdealista.it

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