Assoimmobiliare: evitare che le modifiche alla normativa dei Fondi Immobiliari colpiscano i risparmiatori

Occorre evitare che le modifiche della normativa dei Fondi immobiliari, attualmente allo studio del Governo, scoraggino gli investitori esteri e colpiscano indiscriminatamente i risparmiatori italiani“. Attraverso una nota diffusa ieri, 25 maggio, Assoimmobiliare punta l’attenzione  sui provvedimenti della manovra finanziaria che potrebbero interessare l’industria del risparmio legata ai fondi immobiliari.

 

Tra le misure allo studio del Governo vi è, spiega l’associazione, “la previsione di una patrimoniale secca dell’8% da calcolarsi sulla media dei valori netti del fondo risultanti dai prospetti semestrali redatti nei periodi di imposta dal 2007 al 2009, da versarsi in tre tranches“. Una misura il cui obiettivo è quello di contrastare il fenomeno dei fondi “elusivi”, ma che – sottolinea la nota – “non può giustificare un intervento generalizzato su una parte importante del risparmio“.

L’ industria dei fondi immobiliari, spiega Assoimmobiliare, è oggi rappresentata, per la maggior parte da fondi sottoscritti da soggetti istituzionali, quali casse di previdenza, i fondi pensione italiani ed esteri, oltre a numerosi fondi istituzionali che  rappresentano il risparmio collettivo  di tanti risparmiatori. “I fondi istituzionali – evidenzia l’Associazione – sono la dimostrazione della crescita del settore in termini di capacità di trasformare un mercato grigio e sommerso in un mercato caratterizzato da trasparenza e da una crescita delle transazioni  internazionali. Infatti l’Italia e’ cresciuta nell’indice di trasparenza in modo significativo, piazzandosi entro i primi 20 Paesi del mondo“. L’introduzione di una patrimoniale secca dell’8%, secondo Assoimmobiliare interromperebbe questo cammino di crescita, scoraggiando l’afflusso degli investitori esteri, limitando l’offerta di prodotto qualificato, ostacolando l’attività della maggior parte delle Sgr e arrestando la crescita dei fondi immobiliari, comparto in crescita, che potrebbe invece essere trainante per la ripresa economica.

 

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