Costruzioni: forte crisi, persi 230.000 posti di lavoro

E’ stata presentata a Roma il 30 giugno scorso la nuova edizione dell’Osservatorio congiunturale Ance sull`industria delle costruzioni – giugno 2011, dal quale emerge una situazione di forte crisi del settore, con una ripresa che appare ancora lontana.
Nel 2010 gli investimenti sono scesi del 6,4% e nel 2011 caleranno ancora del 4% (dato peggiore rispetto alla precedente stima, -2,4%).
Ma a preoccupare maggiormente sono le previsioni per il 2012 (-3,2%) che, se rispettate, porterebbero a un calo, dal 2008 al 2012, del 22,3% in termini reali, tornando così ai livelli del 1994. A soffrire sono tutti i settori, ad esclusione degli interventi di manutenzione straordinaria degli edifici, che registrano un + 0,5% dovuto al anche al mantenimento degli incentivi del 36 e del 55%. Calano invece sia la produzione di nuove abitazioni (-35,5%), sia l`edilizia non residenziale privata (-19,2%). I lavori pubblici, nello stesso periodo, sono scesi del 28,7%. Anche le compravendite, che nel 2010 avevano segnato una minima ripresa (-0,4%), nel primo trimestre 2011 sono diminuite del 3,7%.
Le conseguenze di questi numeri sia sulla struttura produttiva, sia sull’occupazione del settore sono molto pesanti. Il numero delle imprese iscritte alle Casse Edili è diminuito del 14,2% nel biennio 2009-2010 e di un ulteriore 7% nei primi mesi del 2011. Dall’inizio della crisi i posti di lavoro persi sono stati circa 230.000. (350.000 se si considera anche l’indotto), facendo tornare l’occupazione nel settore al livello di 10 anni fa.
Tra i fattori che impediscono la ripresa l’Ance ne indica quattro: il peggioramento del credito alle imprese, i ritardi nei pagamenti delle P.A., il calo dei fondi per le infrastrutture, e l`esasperante lentezza nella spesa delle risorse disponibili.
`La situazione e` veramente difficile e drammatica per un settore strategico come l`edilizia“, ha dichiarato il presidente Ance Paolo Buzzetti, sottolineando come sia indispensabile, da parte del governo, dare il giusto impulso agli investimenti. “E una boccata d`ossigeno – ha dichiarato ancora il presidente Ance – verrebbe in primo luogo dall`allentamento dei vincoli del Patto di stabilità interno, che consentirebbe a chi ha i soldi per le opere pubbliche di poterli spendere. Sempre su questo fronte sono fondamentali  un`accelerazione della spesa dei fondi assegnati dal Piano Cipe, un check up sulle risorse effettivamente disponibili e, da parte del Governo, un`indicazione chiara su come spenderle. Di grande importanza per il rilancio del settore e per lo sviluppo economico del Paese – ha sottolineato ancora Buzzetti – anche gli interventi di riqualificazione urbana, prendendo a modello Paesi Ue come la Francia, dove per favorire l`accesso all`abitazione sono stati messi in campo strumenti innovativi come mutui o detrazioni fiscali. Altra “operazione verita“` – ha dichiarato il presidente dei costruttori – e` quella relativa ai fondi Fas. E` infatti urgente attivare le risorse programmate da mesi senza ulteriori riprogrammazioni che penalizzino il settore.


In allegato file zip contenente: Osservatorio congiunturale Ance sull`industria delle costruzioni-giugno 2011, relativa scheda stampa, slide di presentazione, slide sulla dotazione infrastrutturale e documento Ance sul settore residenziale in Francia

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